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Quando il perfezionismo ostacola lo studio

Il perfezionismo può sembrare un’ottima qualità quando si tratta di studio. Come vedremo in questo articolo, in realtà lo può ostacolare!

Difficoltà nello studio

Ad ogni livello di sviluppo possono esserci delle criticità che in modo insidioso potrebbero bloccare lo studente nello studio.

Indipendentemente dalla fascia di sviluppo nella quale lo studente si colloca, nella maggior parte dei casi, la difficoltà degli studenti non riguardi le capacità cognitive (memoria, apprendimento, intelligenza) o motivazionali (passione, interesse, etica o della famiglia), ma sia riconducibile alle strategie disfunzionali utilizzate nell’affrontare lo studio e la performance scolastica.

In altri termini, che sia proprio il trattamento errato delle difficoltà di studio a strutturarla in problema, contribuendo così a perpetuare un basso rendimento o a bloccare definitivamente la performance dello studente.

Durante la vita scolastica, la maggior parte degli studenti convive con delle difficoltà che riesce a tollerare e a superare.

Avere una difficoltà nello studio non si traduce necessariamente in un blocco. Quando però la difficoltà diventa insuperabile si trasforma in problema.

Pefezionismo

Il perfezionismo scolastico può essere un problema.

La precisione, la meticolosità, la dedizione e l’aspirazione a un buon successo scolastico sono qualità elogiabili in qualsiasi studente. Significano impegno e coinvolgimento.

I problemi sorgono quando l’impegno diventa pedanteria, e l’applicazione si trasforma in un controllo asfissiante, motivato più che dal piacere della conoscenza dalla paura di sbagliare.

E’ infatti la paura di commettere errori, di non mostrarsi all’altezza delle richieste dei genitori e degli insegnanti, di non essere considerati “capaci” oppure di non corrispondere ad un ideale interiore di eccellenza.

Per esigenze perfezionistiche nello studio si intende una ricerca ossessiva di completezza, esaustività, impeccabilità. Se spinta all’estremo, più ci si impegna ad avere tutto sotto controllo, più si finisce per perderlo.

L’attenzione data ai compiti da svolgere a casa è maniacale. Programmazione, esecuzione, controllo diventano attività asfissianti nelle quali viene spesso coinvolto anche il genitore.

Inoltre vengono evitate attività ludiche o sportive perché vissute con angoscia togliendo del tempo allo studio.

Un ulteriore esito dell’eccessivo perfezionismo scolastico è lo sviluppo di “inspiegabili” crisi di nervosismo. Le crisi si esprimono sotto forma di pianti immotivati, attacchi di panico o rabbia e diventano ben presto un modo per accentrare tutta la famiglia attorno al proprio figlio generando una forte apprensione scolastica.

Frequenti somatizzazioni, mal di pancia, sintomi (pseudo)neurologici di vario tipo, mal di testa, iperacusie, disturbi della vista, vengono lamentati come causa di malessere che porta all’esplosione.

Come migliorare

Per un miglioramento efficace il primo passo è diventare consapevoli delle proprie risorse e capacità. Sarà utile imparare a comprendere le proprie competenze ripensando alle esperienze in cui siamo riusciti a superare una difficoltà oppure abbiamo messo impegno e dedizione al raggiungimento di un obiettivo.

Il confronto con gli altri deve essere agito in ottica positiva e propositiva. E’ possibile osservare e trarre delle corrette considerazioni su esperienze altrui con il fine di poterci stimolare a fare meglio. Per esempio apprendere delle strategie nuove nelle modalità di preparazione di un esame, oppure nell’organizzazione di compito importante.

Focalizzarsi sui piccoli passi di un miglioramento aiuta a cambiare la prospettiva del nostro pensiero critico, invece di focalizzarsi sulla perfezione ci si può concentrare sul progresso.

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Riferimenti bibliografici

Bartoletti, A. (2021). Lo studente strategico. Milano: Ponte delle Grazie

Cornoldi C., De Beni R., Gruppo MT (2008). Imparare a studiare 2. Trento: Erickson

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Come studiare in modo efficace

Nell’articolo di oggi andremo a capire cosa significa studiare e come imparare a farlo in modo efficace.

Lo studio

Esiste un corpus ampio di indagini sui processi di studio (Hartley,1998). Queste hanno affrontato tematiche quali il rapporto fra lo studio e contesto sociale, differenze di genere, relazione con gli stili cognitivi, implicazioni del contesto, abitudini di studio, idee che lo studente sviluppa sullo studio e il ruolo di specifiche strategie.

Le analisi di tipo evolutivo hanno evidenziato inoltre che i bambini piccoli posseggono un repertorio di strategie di studio più limitato di quello a disposizione di ragazzi più grandi.

Hartley (1998, pp.65) osservava che gli studenti maturi si caratterizzerebbero anche per comportamenti meglio organizzati ai fini dello studio. Per esempio organizzerebbero meglio il loro tempo e orienterebbero maggiormente la loro attenzione verso una comprensione approfondita.

Gli aspetti motivazionali ed emotivi ricoprono una notevole importanza. Un atteggiamento di apertura, curiosità e conoscenza facilita il processo di apprendimento accrescendo l’impegno e la volontà.

Il bambino che ha iniziato da poco la scuola primaria può essere avvantaggiato rispetto allo studente adolescente, poiché avendo avuto meno associazioni studio-insuccesso può sperimentare una più elevata percezione di efficacia (Cornoldi, 2008).

Abilità e crescita

Shneider e Pressley (1989) hanno caratterizzato per punti il progresso che si riscontra fra i 7 e i 18 anni nelle modalità di elaborazione dell’informazione da parte di uno studente.

In particolare aumentano le risorse cognitive di memoria di lavoro necessarie per l’utilizzazione di strategie complesse di studio.

Diventa maggiore la coerenza e la sistematicità di elaborazione, che consente- per esempio- di cercare di recuperare le informazioni memorizzate tenendo conto delle modalità attraverso cui erano state studiate.

E’ presente una capacità superiore di trasferire le strategie conosciute di studio a situazioni nuove.

Si verifica una migliore integrazione fra strategie e tipo di materiale da apprendere ed aumenta il livello metacognitivo generale dello studente.

Questi elementi sono fondamentali per poter apprendere nel percorso di crescita e maturazione dello studente una serie di buone abitudini per poter studiare in modo efficace.

La definizione del termine “studio”, infatti, ci ricorda che esso è l’insieme delle tecniche e delle strategie messe in atto da un soggetto per appropriarsi della conoscenza di una data disciplina e/o delle relazioni intercorrenti fra di essa e le altre conoscenze.

Quindi lo studente se provvisto di tali strumenti e riuscendo ad utilizzarli in modo consapevole potrebbe migliorare il proprio studio.

Strategie

Di seguito suggerimenti pratici per migliorare il proprio metodo di studio ed essere più efficaci.

  • Organizzare il luogo di studio. Risulta fondamentale per predisporre un ambiente favorevole e privo di fonti di distrazione. L’ambiente deve essere ben illuminato ed areato.
  • Pianificare la sequenza del materiale da elaborare. Assegnare priorità, aiutandosi con una “to do list”, semplifica e crea ordine.
  • Decidere il tempo da dedicare allo studio. è fondamentale perché aiuta a dare ritmo alle proprie attività senza sprecare il tempo utile. Una riflessione sulle pause sarà indispensabile per dosare le energie e dunque i tempi di concentrazione sul compito (utilizzare sveglie e timer può essere un ottimo strumento di monitoraggio).
  • Utilizzare strumenti per velocizzare il lavoro. E’ un buon modo per non affaticarsi troppo ed essere più efficaci. E’ utile dedicare nella giusta dose il tempo per: scrivere, rileggere, ripetere, appuntare, ricercare.
  • Quando ci si approccia ad un testo bisogna elaborarlo in modo attivo. Ciò significa fare delle azioni concrete che aiutino a comprendere effettivamente ciò che si sta elaborando. Sarà utile una sottolineatura attenta, focalizzando le parole chiave, la trascrizione di elementi salienti del testo (sottoforma di elenchi puntati, schemi, riassunti, tabelle).
  • Dedicare uno spazio alla verifica delle conoscenze acquisite sarà indispensabile per fornire sicurezza e controllo su ciò che è stato compreso. In questa fase si può utilizzare un audio registratore, ripetizioni orali ed esecuzione di esercizi di ripasso.

E’ importante avere un approccio flessibile per ogni materia e negli strumenti da utilizzare.

Sperimentarsi e fare esperienza sarà il modo per conoscersi meglio.

Pensare di essere sempre in evoluzione darà margine di miglioramento e possibilità di cambiamento.

L’allenamento sarà indispensabile per acquisire nuove competenze!

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Riferimenti bibliografici

https://www.efficacemente.com (consultato in data 25/01/2022)

https://www.studenti.it (consultato in data 03/01/2022)

C. Cornoldi, R. de Beni, Gruppo MT (2008). Imparare a studiare 2. Strategie, stili cognitivi, metacognizione e atteggiamenti nello studio. Trento: Erickson.

 

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