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Come superare la fine di una relazione in età adulta

Come superare la fine di una relazione in età adulta, quando tutti i tuoi sogni e i tuoi progetti sono ridotti in frantumi e quando viene percepita come un fallimento personale?

È davvero possibile trasformare una fine in un percorso di rinascita e crescita personale?

La fine di una relazione

In un’interessante studio del professor Edward Smith della Columbia University (Kross et al., 2011) viene evidenziato come il dolore per la fine di una relazione stimoli le stesse aree cerebrali deputate alla percezione del dolore fisico.

Viene quindi da sé che tale evento può generare un’intensa sofferenza psico-fisica.

Non si sa la ragione di una tale associazione, ma si è ipotizzato che sia da ricondursi al naturale e istintivo bisogno di socializzazione dell’essere umano.

Il risultato è che la fine di una relazione, sia voluta che subita, porta spesso con sé un vissuto di dolore e rabbia, capace di intrappolarci in labirinti senza uscita.

Di fronte ad un dolore così grande è difficile riuscire e vedere cosa poter fare per trasformare una fine in opportunità.

Anzi, il nostro stesso futuro diventa un’idea vaga e lontana, e il solo pensare di riuscire a superare questo momento sembra un’offesa al dolore profondo che si sta provando.

Pensare di ricostruirsi una vita diventa, quindi, semplicemente impensabile.

Cosa cambia con l’età adulta

Con l’età adulta la reazione a queste esperienze si complica ulteriormente.

Da un lato perché la rabbia e il dolore sfociano spesso in un vissuto molto intenso di fallimento personale. Dall’altro perché la paura per il futuro e per la possibilità di costruirsi una famiglia sono più forti ed emotivamente più coinvolgenti.

Vivere la rottura come un fallimento personale ci da la sensazione di aver sprecato il proprio tempo, di aver sbagliato a valutare qualcosa e ci porta alla convinzione definitiva che ricostruirsi una vita sia impossibile.

Queste recriminazioni possono diventare delle vere e proprie accuse verso noi stessi e possono minare in maniera profonda la nostra autostima.

Da qui il forte senso di solitudine che ci fa vivere la mancanza del partner con un senso di profondo abbandono.

Anche le paure per il futuro giocano un ruolo fondamentale.

Con l’età adulta, infatti, il cosiddetto “orologio biologico” e le aspettative riguardo la nostra vita relazionale influenzano in maniera diretta la percezione delle nostre esperienze.

Una rottura può farci sprofondare nell’idea di dover ricominciare da capo e di non aver più tempo per ricostruirsi una vita!

Com’è possibile allora non rimanere travolti dalla fine della nostra relazione?

Come ricostruirsi una vita, anche in età adulta

Ricostruirsi una vita dopo una rottura, specie se in età adulta, sembra davvero difficile.

I sentimenti che proviamo e che generano confusione sono forti e connaturati ad un esperienza dal forte impatto emotivo

E allora cosa possiamo fare?

Il primo passo da compiere e ristrutturare la percezione di ciò che stiamo vivendo.

Invece di chiuderci nel labirinto del fallimento personale, dobbiamo muoverci sul piano della crescita personale.

Non siamo persone che hanno perso tempo e che devono ricominciare da zero.

Sei una persona che ha una storia ed un vissuto e devi “ri-scoprire” la tua vita oggi e rimodellarla sulla base di ciò che sei ora.

Cosa ti dice questa esperienza di te? Che cosa hai imparato dopo questo ostacolo? Di Quale insegnamento positivo o negativo puoi fare tesoro?

Tre azioni pratiche da poter implementare nella tua nuova vita da single.

  • Dai sfogo alle emozioni

Reprimere le emozioni non è mai una buona strategia. È molto più efficace trovare il tuo modo per far uscire ciò che hai dentro.

Puoi scrivere, senza rileggerle, le emozioni che stai provando, per distanziarti dai pensieri e arrivare alla consapevolezza che essi sono, appunto, pensieri.

Oppure piangi, lasciando che il corpo faccia uscire anche fisicamente il dolore che stai provando.

Semplicemente, puoi ritagliarti un’ora al giorno nel quale ripensare al dolore che provi. Alla fine di quell’ora, ti lavi la faccia con acqua fresca, ti asciughi il viso e torni alle tue attività.

Non importa la strategia che utilizzi, ciò che conta è far fluire l’emozione negativa che hai dentro.

 

  • Ridi in compagnia

Ridere genera una droga naturale, l’endorfina, mentre intrattenere rapporti sociali riduce lo stress dato dal carico emotivo della rottura.

Dopo gli “enta” o dopo una lunga storia, la rete sociale si riduce e spesso la pigrizia porta ad avere meno voglia di uscire.

Superare questo senso di isolamento e conoscere nuove persone ti aiuterà a ritrovare una tua dimensione e a sviluppare entusiasmo nella possibilità di sperimentarti in nuove relazioni.

Ricorda che non devi fare “tutto e subito”. Mettiti in gioco con dei piccoli passi.

Prima in situazioni più confortevoli e poi aumentando gradualmente la tua esposizione.

In questo modo riuscirai a gestire meglio lo stress e le emozioni che proverai.

 

  • Prenditi cura di te.

È prevedibile che tutto questo dolore, il tentativo di affrontarlo e le azioni di crescita personale generino in te forte ansia e stress. Per questo non devi dimenticarti di sviluppare un atteggiamento non giudicante nei tuoi confronti e accettare l’idea di chiedere aiuto, se ne senti il bisogno.

Le persone che amiamo possono darti un aiuto fondamentale, in questo senso, così some il sostegno di uno specialista può indirizzarti verso la strada giusta.

L’obiettivo finale sarà quello di ricostruire ciò che sei e riprendere in mano la tua vita.

Conclusioni

Ricostruirsi una vita dopo una rottura non è mai facile. Quando questo avviene in età adulta, il coinvolgimento emotivo, le energie spese ed i progetti futuri mettono un ulteriore pressione e rendono tutto il processo più complesso.

Se ti trovi in questa situazione, chiedi aiuto a One Session!

One Session è il nostro servizio di ascolto psicologico attivo il martedì dalle 18.00 alle 20.00,

Ti aiuteremo fornendoti strumenti e tecniche che ti permetteranno di rimetterti in gioco e sbloccare comportamenti non funzionali al tuo benessere. Scrivi a info@onesession.it e consulta le nostre pagine social di Facebook e di Instagram.

Bibliografia

Dunbar, R.I.M. et al. (2012). Social laughter is correlated with an elevated pain threshold. Proceedings of The Royal Society B: Biological Sciences, 279(1731), 1161-7.

Frattaroli, J. (2006). Experimental Disclosure and Its Moderators: A Meta-Analysis. In Psychological Bulletin, Vol. 132, n° 6, pp. 823–865.

Pennebaker, J.W. (2004). Scrivi cosa dice il cuore. Milano: Erickson

Stathopoulou, G. et al (2006). Exercise Interventions for Mental Health: A Quantitative and Qualitative Review. In Clinical Psychology: Science and Pratice, Volume 13, Issue 2, 179–193.

 

Sitografia https://www.lostudiodellopsicologo.it/psicologia/uscire-storia-finita-male/ https://www.lostudiodellopsicologo.it/psicologia/superare-fine-storia/ https://www.starbene.it/benessere/psicologia/quando-finisce-amore-come-stare-meglio/ https://www.crescita-personale.it/articoli/relazioni/amore/fallimento-in-amore-superare-la-fine-di-una-relazione.html https://www.ipsico.it/news/fine-di-un-amore-termine-di-una-relazione/

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5 suggerimenti per superare la paura dell’abbandono

La paura dell’abbandono, come tutti i sentimenti, si presenta in modo diverso da persona a persona.

Per alcune persone il timore di essere abbandonate si manifesta come una costante in tutte le relazioni intime o nella maggior parte di esse.

Chi ne soffre sa che si “innesca” dopo determinate situazioni: una telefonata promessa dal partner ma che tarda ad arrivare o quando viene in mente un pensiero particolarmente negativo, per esempio: “Cosa farei se questa storia finisse?”.

La paura dell’abbandono è di solito associata alla sensazione che le persone importanti siano instabili o non affidabili.

Per questo motivo non continueranno nel tempo a offrire sostegno, supporto, presenza e affetto, abbandonando la persona o addirittura “sostituendola” con qualcun altro “migliore” di lei.

Tale vissuto è associato all’incapacità di poter prendere in considerazione la possibilità che le relazioni possano finire, che l’altro possa allontanarsi, o addirittura lasciarci.

Così, ogni comportamento della persona sarà orientato al mantenimento della relazione, magari nella convinzione che questo significhi “amare”.

Oggi, in questo articolo voglio darvi 5 suggerimenti da mettere in atto fin da subito per imparare a gestire e superare la paura dell’abbandono.

SUGGERIMENTO 1: Riconosci e accetta le tue paure

Le paure non sono sempre qualcosa di negativo, ci aiutano a stare all’erta nei problemi di difficoltà. Studiare, comprendere e accettare le nostre paure è il primo passo per elaborarle e superarle.

Ricordati che in natura il coraggio non esiste. Ma esiste la paura.

La paura che, se guarda in faccia e affrontata, diventa coraggio. Hai mai sentito un eroe che, senza combattere alcuna battaglia è stato definito coraggio?

SUGGERIMENTO 2 – Agire nel presente affinché certe modalità relazionali non si riattivino costantemente

Quindi, fare qualcosa per cambiare e modificare concretamente il tuo agire, soprattutto nelle relazioni. Questo implica il rendersi conto, nella quotidianità, delle dinamiche che si attivano. Serve fare un passo indietro per farne uno in avanti. Qualcosa di alternativo a ciò che, automaticamente, hai la tendenza a mettere in atto.

Chiediti: quali sono le cose che sto mettendo in atto e che anziché risolvere la mia paura dell’abbandono, la stanno mantenendo in vita o addirittura peggiorando?

Ad esempio, in una situazione nella quale il partner sta tardando ad un appuntamento senza avvisare, potrebbe essere utile allenarsi a riconoscere i propri pensieri e le proprie emozioni che ne derivano.

Si può poi scegliere di adottare comportamenti che siano più funzionali per sé (e forse per la relazione stessa). Chiediti sempre: cosa potrei fare di diverso e più funzionale?

SUGGERIMENTO 3 – Esporti, gradualmente, alle situazioni e alle sensazioni che temi di più

Talvolta il timore dell’allontanamento dell’altro è legato anche al timore di non potercela cavare da soli. Può quindi essere utile fare esperienze da sola che ti permettano di sentirti più competente e autonoma. Che incrementino il tuo senso di efficacia personale.

SUGGERIMENTO 4 – Conoscerti davvero

Se nella tua storia relazionale hai avuto spesso la tendenza ad annullarti per allinearti a quelli che erano i desideri degli altri, è importante imparare a conoscerti davvero. Serve riscoprirsi: chi sono io oggi? cosa mi piace davvero? di cosa ho bisogno? cosa non mi piace? Parti dalle piccole cose.

SUGGERIMENTO 5 – Prenditi cura di te

Riconosciti come una persona meravigliosa e meritevole di essere amata. Non inseguire chi non è disponibile o scappa. Le vere relazioni si creano a partire da persone che vogliono partecipare alla relazione perché vogliono conoscerti. Molto spesso chi fugge ha problemi a vivere le relazioni o non è interessato e pertanto meglio lasciarlo andare via senza rimpianti o paranoie.

Tutti questi suggerimenti, consentendoci di vedere meglio noi stessi (e l’altro) per quel che davvero si è, diventano importanti per poter sperimentare una relazione che sia veramente appagante e soddisfacente.

Non è facile sperimentarsi in modalità così diverse da quelle cui siamo abituati. E non è facile tollerare le emozioni che questo comporta. Ma è possibile farlo a piccoli passi.

La terapia a seduta singola può essere un utile mezzo per incrementare la consapevolezza di certe dinamiche, per dare loro un significato ed anche in un singolo incontro si possono trovare strategie efficaci per mettere a tacere la tua paura dell’abbandono. Aiuta a contenere le esperienze emotive dolorose che le accompagnano e sperimentarsi in nuove modalità, nonostante la comprensibile paura, in tempi brevi.

Ti ricordo che ogni martedì dalle 18.00 alle 20.00 gli Psicologi del One Session Center sono al tuo servizio online e gratuitamente.

Contattaci alla mail info@onesession.it oppure tramite le nostre pagine Facebook e Instagram

Riferimenti bibliografici

Cabras E., Saladino V. (2019). La dipendenza affettiva. Testimonianze e casi di manipolazione e violenza. Roma: Carocci Editore.

Secci E.M. (2015). I narcisisti perversi e le unioni impossibili. Youcanprint Self-Publishing

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4 Consigli per far funzionare una relazione a distanza

Le relazioni a distanza funzionano?

Una canzone diceva: “La lontananza sai è come il vento, che fa dimenticare chi non s’ama”.

E’ vero, quando due persone che stanno insieme vivono separate da chilometri di distanza, il detto “lontano dagli occhi, lontano dal cuore” può trasformarsi in una realtà e la relazione può essere destinata a finire. 

Il periodo trascorso di quarantena ha messo a dura prove molte relazioni che sono state obbligate a rimanere a distanza per andare in contro alla normativa in atto. 

C’è chi è sopravvissuto alla mancanza e chi invece ha ceduto e ha deciso di mettere la parola fine. 

Cosa vuol dire vivere distanti da chi si ama?

A quanti di voi è capitato di trovarsi lontano dal proprio partner? 

Non parlo ovviamente di una separazione temporanea, ma chi per un motivo o per un altro, viveva in un posto diverso rispetto al proprio compagna/o. 

Questa condizione tanto temuta da alcuni non è in realtà la fine del mondo, nel senso che molte coppie sono riuscite a far funzionare la relazione nonostante la lontananza. 

Ogni relazione comporta delle riflessioni su come gestire il rapporto, su quante volte vedersi, sullo stare insieme e sull’organizzare il proprio tempo. 

A maggior ragione, se si parla di relazioni a distanza che sono uno scenario alquanto interessante. 

Infatti i partner non sono fisicamente disponibili “ al bisogno” e quindi l’organizzazione del tempo diventa più serrata e organizzata di quanto sarebbe nella quotidianità. 

Bisogna interfacciarsi con alcune problematiche: 

  • la modalità di comunicare è relegata a una sola: online. Non c’è modo di “ prendersi un caffè al volo per parlare”. Manca la fisicità dell’altro. 
  • La sfera sessuale è relegata a momenti ben precisi e può diventare preponderante in alcuni casi (per la mancanza e l’affetto) rispetto ai conflitti e/o bisogni della coppia.
  • Si vivono due vite diverse: i partner non condividono lo stesso ambiente sociale e si costruiscono un identità del tutto assestante in questo senso. Spesso sono soli negli eventi o si privano di altri proprio per poter stare insieme. Diventa difficile organizzare la vita sociale e riuscire a venire a patti con le proprie necessità, perché spesso si va incontro a un sacrifico che non sempre è ricambiato e/o compreso.
  • I conflitti, i problemi, la rabbia sono l’aspetto più difficoltoso da gestire a distanza: spesso si va incontro a fraintendimenti, lunghi silenzi e problemi tecnici di comunicazione. 

Cosa puoi fare se hai una relazione a distanza?

L’importante è riuscire a creare un identità comune di coppia, anche se la distanza ci mette lo zampino. 

I presupposti per una relazione funzionante sono gli stessi che per qualsiasi altra relazione, con la differenza che è richiesto un impegno maggiore dai partner poiché i problemi più semplici vengono spesso amplificati. 

1. Create una routine

Decidete quando sentirvi o vedervi. Stabilitelo con chiarezza, creando una routine che vi faccia sentire più vicino, più sicuri e non vi faccia cadere in frustrazione. 

2. Condividete

Solo perché lontano, il partner non deve essere escluso dalla vostra vita; al contrario, coinvolgetelo il più possibile, rendendolo partecipe di ciò che vi succede, di quello che pensate, sentite e fate. In questo modo non solo avrete sempre di che parlare, ma vi permetterà di costruire un intimità più profonda. 

3. Non lasciatevi rodere dai dubbi

E’ facile cadere preda di dubbi e domande poiché il partner non è “sotto il vostro controllo”; la distanza infatti non aumenta o diminuisce la fiducia che riponete in una persona. Se vi rendete conto che siete sospettosi, gelosi o preoccupati, probabilmente è perché non avete costruito delle valide fondamenta di fiducia in principio e/o perché il comportamento del partner è dubbio o poco chiaro. 

In questi casi la miglior strategia è la comunicazione. 

4. Non perdete di vista la vostra vita 

Come in ogni coppia che funzioni, oltre all’identità comune, è sempre importante costruirsi una propria identità con amici, attività, lavoro e quant’altro. 

Solo perché lontani, non rinunciate a ciò che vi piace e non perdete di vista i vostri obiettivi. Ne risentirà anche la relazione. 

Se ti rendi conto che hai bisogno di un sostegno in più, puoi decidere di intraprende un percorso psicologico: in questi casi la Terapia a Seduta Singola è utile per risolvere il problema anche in una sola seduta, definendo l’obiettivo, individuando le risorse e utilizzando strategie mirate per il problema in questione. 

In alternativa puoi usufruire del nostro centro di ascolto psicologico One Session Center che offre una consulenza gratuita di 30 minuti ogni martedì con uno dei nostri professionisti specializzati nella Terapia a Seduta Singola. Contattaci alla pagina Facebook OneSession.it.

 

Riferimenti bibliografici

Algeri, D., Guarasci, V., Lauri, S., (2019). La coppia strategica. EPC Editore

Nardone, G. (2018). Psicotrappole ovvero le sofferenze che ci costruiamo da soli: imparare a riconoscerle e a combatterle. Ponte alle Grazie

 

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Come migliorare le relazioni sociali

L’importanza delle relazioni sociali

In psicologia il bisogno è la percezione della mancanza totale o parziale di uno o più elementi che costituiscono il benessere della propria persona.

Può la relazione con gli altri essere considerato un bisogno imprescindibile?

Tra il 1943 e il 1954 lo psicologo statunitense Abraham Maslow concepì il concetto di “Hierarchy of Needs” (gerarchia dei bisogni o necessità) e la divulgò nel libro Motivation and Personality del 1954.

Questa scala di bisogni è suddivisa in cinque differenti livelli, dai più elementari (necessari alla sopravvivenza dell’individuo) ai più complessi (di carattere sociale). L’individuo si realizza passando per i vari stadi, i quali devono essere soddisfatti in modo progressivo.

Questa scala è internazionalmente conosciuta come “piramide di Maslow”.

Partendo da questi presupposti riflettiamo sul pensiero di Aristotele.

Il filosofo greco (IV secolo A.C.) sostenne che l’uomo è un animale sociale poiché tende a formare e stare con gruppi di individui.

Dunque se il bisogno è esclusività per l’uomo e quindi anche la sua socialità, possiamo considerare questa come un bisogno primario dell’uomo che per necessità differenti la utilizza per il suo benessere psicologico.

Strategie per migliorare le relazioni sociali

E’ possibile allenare le relazioni sociali?

Ogni comportamento può essere migliorato attraverso la messa in atto di strategie che possono favorire il legame con l’altro.

Siamo immersi in ambienti differenti e ci comportiamo con le persone in modo diverso a seconda del ruolo, gerarchia, legame che instauriamo con gli altri.

Molte variabili intercorrono per promuovere la nostra socialità, dagli aspetti culturali, l’educazione, dalle nostre emozioni e temperamento.

Ognuno di noi porta con sé delle risorse, dobbiamo scoprirle ed utilizzarle al meglio.

Il nostro atteggiamento deve essere curioso ed aperto all’altro.

Ascoltiamo in modo attento ed interessiamoci all’altro modulando in modo corretto le interazioni comunicative.

Essere gentili ed accoglienti aiuta a creare un buon clima di fiducia.

Più il linguaggio è diretto e privo di contraddizioni meglio verranno recepiti i messaggi che si vogliono trasmettere.

Essere empatici aiuta a comprendere i bisogni dell’altro ed accettare le critiche costruttive può migliorare la nostra percezione e dunque il porsi in relazione all’altro.

Uscire dal proprio egocentrismo e prevedere più punti di vista aiuta ad essere flessibili e dunque a saperci adattare con persone diverse che hanno pensieri differenti.

“L’altro” può essere una risorsa e un arricchimento per noi stessi e per noi in relazione a lui. Il confronto è strumento principe per entrare in contatto e scambiare idee, opinioni e riflessioni.

Benefici di buone relazioni

Avere una buona rete di relazioni sociali permette di poter esplorare altri stili di vita e questa conoscenza arricchisce i nostri comportamenti.

Creare situazioni nuove di apprendimento sociale aiuta ad ampliare le nostre vedute e ci consente di rimodularci ogni volta con l’altro trovando equilibri diversi.

Esplorare ambienti, ci permette di fare esperienze nuove che ci possono immettere in un nuovo processo di conoscenza di noi stessi.

L’altro e la relazione con lui può aiutarci a conoscere meglio noi stessi, riconoscere le nostre mancanze e colmarle grazie alle scoperte che le relazioni sociali ci offrono.

Essere liberi da ogni forma di pregiudizio o credenza sia su noi stessi che sugli altri aiuta a essere più sereni ad aperti nella relazione e nella ricerca di relazioni.

Essere predisposti al cambiamento è la formula vincente per apprendere dalle relazioni, mettersi in movimento è il primo passo.

Se sentissi il bisogno di parlare con uno specialista, non esitare a chiedere aiuto: ogni Martedì dalle 18:00 alle 20:00 gli psicologi del team “One session” sono a tua disposizione per una sessione gratuita di consulenza psicologica a seduta singola di 30 minuti.

Per maggiori informazioni, puoi inviare una email a info@onesession.it o visitare la nostra pagina FB OneSession.it

Riferimenti bibliografici

http://www.societapartecipativa.it/blog/ (consultato in data 23/06/2021) http://dentrolatanadelconiglio.com/relazioni-interpersonali.html (consultato in data 24/06/2021 https://www.psicologiadellavoro.org/(consultato in data 28/07/2021)

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5 suggerimenti per avere una relazione di coppia sana

La relazione di coppia è un legame paritario, tra due persone, basato sulla scelta reciproca di amarsi e rispettarsi con fiducia.

Amore, parità, autonomia, reciprocità, rispetto, fiducia e piacere solo sono alcuni degli ingredienti base per vivere un rapporto sano.

La parola Relazione, dal latino Relatum= “portare indietro”, “ricambiare”, “rinnovare”, ci india un movimento, un dinamismo interiore ed esteriore, dei partners.

La dinamicità è elemento essenziale e imprescindibile alla vita, e in una relazione sana e vitale non poteva mancare… In fondo, chi vuole morir di noia?? Un rapporto fermo perde il piacere di esistere.

In una relazione di coppia c’è uno scambio di elementi, così come all’interno della persona stessa.

Ogni partner porta con sé risorse e limiti, esperienze, tradizioni e amicizie del passato, ma anche credenze ed emozioni costruite nel presente, desideri e aspettative per il futuro personale e della coppia.

Questa molteplicità di dimensioni che si intrecciano, va valorizzata e al contempo confinata nel giusto ordine, per costruire un rapporto sano e piacevole.

Ma, non basta l’amore? Si… e no. È necessario che il sentimento sia accompagnato da scelte e comportamenti concreti e reciproci per essere alimentato.

Vediamone alcuni.

1. Fare squadra

La vita di relazione è un po’ come una partita, in cui ogni giocatore fa la sua parte, concordata, al meglio.

L’avversario non è l’altro, ma la noia e l’abitudine. Il dare tutto per scontato.

Quando una squadra pensa già di vincere, di conoscere ogni mossa, smette di comunicare e guardarsi per decidere una comune strategia. Abbassa la guardia. I componenti si muovono come isole. Risultato, il più delle volte perde.

Siate complici, supportandovi reciprocamente. Aiutatevi nella gestione della casa. Ognuno scelga dei servizi secondo le proprie abilità e passioni. E ruotate per i rimanenti. Condividete le vostre difficoltà, prima che diventino insormontabili, e confrontatevi.

2. Ringraziare

Due volte a settimana ringraziatevi per ciò che l’altro si è proposto di fare, per ciò che ha condiviso, per l’attenzione mostrata, soprattutto per le piccole cose.

Fatevi complimenti, ed esprimete le vostre emozioni positive e negative. A turno, l’altro ascolti senza pregiudizio.

Questo alimenterà la soddisfazione e il piacere di aver pensato all’altro e quindi alla coppia. Soprattutto ci si sentirà accettati e rispettati per ciò che si è, per le differenze che uniscono e non allontanano. E anche la sessualità ne beneficerà.

3. Effetto sorpresa

Essenziale è alimentare la piacevolezza in una relazione di coppia. Dedicate del tempo a voi.

La quotidianità può far credere di passare già troppo tempo insieme o di non averne affatto. Il tram tram può abbassare il desiderio sessuale e l’intimità emotiva e fisica. L’abitudine spegne la voglia di aprirsi alla novità. Non mollate! Puntate all’obiettivo della coppia.

A sorpresa l’uno decida un’attività da fare insieme all’altro, organizzi tutto nei dettagli. E l’altro accolga fiduciosamente. Anche in questo caso, benessere ed equilibrio nascono dall’attenzione e scambio reciproci!

4. Piccoli aggiustamenti

Ognuno è diverso e unico, così come ogni coppia, e incastrarsi non è sempre automatico. Ma soprattutto non è necessario esserlo, non su tutto… anzi! Ciò che è importante è trovare il giusto equilibrio all’interno della coppia. Non aspettare che le cose cambino da sole, o che l’altro cambi.

Si possono fare piccoli aggiustamenti reciproci. Accomodamenti per trovare la vostra conformazione. Diversamente, si possiede la persona, si usa un potere che distrugge la parità e la reciprocità. Elementi fondanti una relazione di coppia sana.

Ricordate, l’opposto dell’amore è il possesso, il potere, non l’odio. Un modo per non cadere in questa trappola è riconfermare la propria scelta, ogni giorno.

5. Autonomia e priorità

La priorità è la coppia.

È vero che ogni partner porta con sé un passato che non va rinnegato, ma deve avere il suo giusto posto nella storia della coppia. È opportuno svincolarsi dalla famiglia d’origine, soprattutto quando per mille motivi interferisce con le scelte della coppia e la sua intimità.

A volte il partner interessato non mette dei confini e l’altro subisce l’invasione. Il risultato? Liti e Separazione.

Tra le priorità non dimenticate i progetti comuni e quelli personali, da supportare e non da ostacolare! La coppia necessita di spazi propri per nutrirsi e crescere, staccando dalla quotidianità. Al contempo è composta da individui che devono coltivare interessi personali.

Prendersi cura di sé e dei propri spazi, non significa escludere l’altro, ma contribuisce ad arricchire la coppia stessa. L’autonomia favorisce l’accettazione delle differenze, dunque a riconfermare la propria scelta e ad evolvere. Diversamente la frustrazione di perdere parti di sé, a lungo andare produce allontanamento, rancori, apatia.

Laddove non ci sia stata evoluzione nella relazione, si avrà un rapporto conflittuale, silente oppure simbiotico.

Se sentissi il bisogno di parlare con uno specialista, non esitare a chiedere aiuto: ogni Martedì dalle 18:00 alle 20:00 gli psicologi del team “One session” sono a tua disposizione per una sessione gratuita di consulenza psicologica a seduta singola di 30 minuti.

Per maggiori informazioni, puoi inviare una email a info@onesession.it o visitare la nostra pagina FB OneSession.it

Riferimenti Bibliografici

Algeri, D. (2018). La coppia strategica: Guida pratica per un sano rapporto di coppia. Roma- EPC Srl Socio Unico.

Watzawick, P., Beavin, J.H., Jackson, D.D. (1967). Pragmatica della comunicazione umana. Studio dei modelli interattivi, delle patologie e dei paradossi. Astrolabio, Roma.

Compare A., Molinari E., Ruiz J., Hamann H., Coyne J. (2007) Contesto interpersonale e qualità della relazione di coppia come fattore di protezione/rischio in pazienti con malattia cardiaca. In: Mente e cuore. Springer, Milano.

https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2014/09/18/cassazione-nulle-le-nozze-del-marito-mammone_53e6df00-b5ee-4947-b754-421239bdef9c.html (consultato in data 22/7/2021)

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