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Tags Archives: insonnia

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Superare l’insonnia, anche in una sola seduta

L’insonnia è davvero una spiacevole compagnia. All’interno di questo articolo scoprirai come superare l’insonnia e come anche una sola seduta può essere risolutiva del problema.

I disturbi del sonno

Si stima che gli italiani che soffrono di insonnia siano 12 milioni, con un maggiore interessamento per le donne.

L’insonnia ha diverse forme: non solo quella della persona che, girandosi e rigirandosi tutta la notte nel letto, non riesce a chiudere occhio e si sveglia che sembra uno zombie.

L’assenza totale di sonno è una delle manifestazioni dell’insonnia. Si aggiungono a questa le difficoltà di addormentamento, ridotti cicli di sonno, risvegli frequenti con difficoltà a riaddormentarsi o risvegli precoci senza riaddormentamento.

Le conseguenze del poco sonno o del sonno disturbato si fanno sentire a più livelli. Scarsa concentrazione, ansia e irritabilità, mal di testa e problemi relazionali e lavorativi sono spesso lamentati da chi dorme poco e male.

Cosa fai per combattere l’insonnia?

Sono piuttosto certa che, se soffri di sonno disturbato o di assenza di sonno, hai messo in atto almeno una volta uno di questi comportamenti.

  • Sforzarti di dormire. Se il sonno non viene da sé, cerchi di farlo arrivare intenzionalmente, impegnandoti ad addormentarti.
  • Ti rilassi a tutti i costi. Musica rilassante, tisane, luci soffuse, perché no un po’ di training autogeno o meditazione. Le provi tutte per metterti in una condizione di relax che, a rigor di logica, dovrebbe farti poi addormentare.
  • Rimani nel letto per ore nonostante tu non riesca ad addormentarti. Ti giri e rigiri, ma non hai la minima intenzione di alzarti, DEVI a tutti i costi addormentarti.

Funzionano queste tecniche? Direi di no, altrimenti non staresti leggendo questo articolo 😊

Questi stratagemmi che ben conosci altro non fanno che peggiorare i tuoi problemi col sonno! Ebbene sì. Il sonno è una funzione fisiologica spontanea (come il respiro, il battito cardiaco) e quindi non può essere indotto con la volontà. Ogni tentativo fatto di generare intenzionalmente una condizione spontanea, avrà esito contrario. Come avrai potuto sperimentare sulla tua pelle.

Superare l’insonnia in tre semplici mosse

Niente strani stratagemmi o assurde tecniche per riuscire a dormire sonni tranquilli!
Il dott. Fabio Leonardi, psicoterapeuta, propone queste semplici 3 mosse che nel giro di pochi giorni ti faranno tornare a avere un rapporto sereno col tuo letto.

  1. Stai sul letto, a luce spenta, per otto ore esatte, in attesa del suono della sveglia
  2. Mentre attendi la sveglia non dovrai fare nulla per sforzarti di dormire. Niente conta delle pecore, niente tisana prima di coricarti, niente musica orientale.
  3. Anche se non avrai dormito per il tempo che ritieni adeguato, non dovrai compensare la mancanza di sonno con sonnellini durante il girono.

Ti accorgerai come, già nel giro di due o tre giorni, il sonno arriverà, e con qualche altro giorno si stabilizzerà definitivamente.

La Terapia a Seduta Singola per l’Insonnia

La Terapia a Seduta Singola è un ottimo metodo per contrastare i disturbi del sonno: un solo colloquio può essere sufficiente e utile per individuare quali comportamenti disfunzionali ti stanno impedendo di dormire quanto e come desidereresti, sostituendoli con comportamenti più sani e funzionali.

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Riferimenti Bibliografici

Cannistrà, F., Piccirilli, F., (2018). Terapia a Seduta Singola. Principi e pratiche. Giunti Psychometrics

Leonardi, F., Tinacci, F., (2021). Manuale di psicoterapia strategica. 80 tecniche d’intervento. Erickson: Trento

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3 anni ago Altro

Insonnia: 3 consigli per superarla

Di insonnia soffre una grande fetta di Italiani. Secondo uno studio condotto nel 2019 un italiano su 7 dorme male, e 3 su 10 dormono poco.

Quando parliamo d’insonnia?

Secondo il DSM 5 (Manuale Diagnostico e Statistico per i Disturbi Mentali), l’insonnia è caratterizzata da una soggettiva insoddisfazione rispetto la quantità o qualità del sonno.

L’insonnia può riguardare diverse fasi del ciclo del sonno. Si può avere un insonnia iniziale, con difficoltà all’addormentamento. Altri soffrono di insonnia centrale, cioè la difficoltà a mantenere il sonno. Altri ancora vengono disturbati dall’insonnia tardiva, che si manifesta con risveglio precoce e incapacità di riaddormentarsi.

Quali sono le conseguenze dell’insonnia?

Una cattiva qualità e quantità del sonno produce inevitabilmente una serie di conseguenze nella quotidianità della persona.

Chi soffre di insonnia avrà frequenti preoccupazioni rispetto relative al proprio sonno, che generalmente aumentano nelle ore serali. La persona ha paura di passare un’ulteriore notte in bianco e questo pensiero sarà fonte di ansia e stress.

La scarsa qualità e quantità del sonno, inoltre, renderà chi soffre di insonnia piuttosto irritabile. Ecco che quindi ne risentiranno anche i rapporti interpersonali, oltre che la propria soddisfazione personale.

Un’altra conseguenza dell’insonnia si potrebbe verificare anche a livello fisico. Forti mal di testa, sintomi gastrointestinali e formicolii tengono frequentemente compagnia a chi dorme male.

Ultimo ma non ultimo, le capacità attentive e di concentrazione si riducono. Questo avrà un effetto negativo sul rendimento delle varie aree di vita della persona.

Perché per quanto mi sforzo l’insonnia non mi abbandona?

Chi soffre di insonnia generalmente mette in atto una serie di tentativi per riuscire a dormire, che purtroppo spesso si rivelano controproducenti. Il fatto di non ottenere risultati attraverso questi tentativi, poi, aumenta il senso di frustrazione e stress.

Il primo tentativo è quello di sforzarsi di addormentarsi. Peccato che però il sonno sia un’attività spontanea che prescinde dalla nostra volontà. Cercare di rendere volontario un gesto che è spontaneo non farà altro che togliere spontaneità all’addormentamento. I nostri tentativi non faranno altro che rendere sempre più difficile addormentarsi.

Un altro tentativo controproducente è quello di rimanere a letto pur non avendo sonno, anche quando ormai si è svegli. L’errore di questo tentativo sta nel fatto che, reiterando questo comportamento, il nostro cervello non sarà più abituato ad associare il letto alla sola attività del dormire. A lungo andare quindi verrà sovvertita l’associazione letto – sonno. Il letto, per il nostro cervello, diventerà luogo di svolgimento di diverse attività, come il leggere o guardare film.

3 consigli per superare l’insonnia

Partendo dai tentativi controproducenti spiegati poco sopra, vediamo quali possono essere 3 buone abitudini per riuscire ad alzare la propria qualità e quantità di sonno.

  1. Coricati a letto solo quando senti sonno. Riprendi ad utilizzare il letto solo per il dormire. Questo aiuterà il tuo cervello a ricostruire il collegamento tra il luogo letto e l’attività dormire.
  2. Se non riesci ad addormentarti, non rimanere a letto. Sappiamo che sei stanco, che dormire è una necessità, che non ne puoi più delle notti insonni. Ma rimanere a letto anche quando non riesci a dormire non ti aiuterà. Ti può aiutare, invece, spostarti in un altro luogo della casa e dedicarti ad un’altra attività, come la lettura. Finché non senti che il sonno sta tornando. Quello è il momento per tornare a letto. Ma se, una volta tornato a letto ti rendi conto che ancora non riesci ad addormentarti, ripeti quanto appena fatto. Alzati, dedicati ad altro, e solo quando torna il sonno coricati.
  3. A prescindere da quanto hai dormito, mantieni la sveglia allo stesso orario. Non cercare di compensare il mancato sonno notturno ritardando la sveglia o con dei riposi durante il giorno. Questa compensazione in realtà non farà altro che ripercuotersi alla sera, quando difficilmente sarai in grado di addormentarti.

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Riferimenti Bibliografici:

https://www.lostudiodellopsicologo.it/disturbi/soffrire-insonnia/ (consultato in data 05/11/2021)

https://www.iss.it/news/-/asset_publisher/gJ3hFqMQsykM/content/come-dormono-gli-italiani-uno-su-sette-dorme-male-e-tre-su-10-dormono-poco (consultato in data 05/11/2021)

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