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Tags Archives: lavoro

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Concedersi una pausa

Hai mai ragionato sull’importanza di concedersi una pausa, o tendi a farti trascinare solo dal flusso dei doveri? In questo articolo analizzeremo perché è fondamentale concedersi una pausa, e una strategia utile per riuscire a farlo!

Organizzando la giornata in blocchi di pensiero focalizzato, intervallati con pause di «spegnimento» del cervello, si permette alla mente di operare in modo più efficiente.

(Jenny Brockis)

Cultura del non stop vs salute mentale

E’ mattina, suona la sveglia, apri gli occhi e già pensi a tutto quello che dovrai fare durante la giornata. Andare a lavoro, sbrigare faccende di ordine quotidiano, appuntamenti, spese, gestione della casa, della famiglia. E’ mattina, suona la sveglia, apri gli occhi e sei già stanco/a.

La società moderna ci ha abituato a correre, a destra ed a sinistra, avanti e indietro. Un criceto che non si arresta mai sulla sua ruota. La cultura del “non-stop”: il tempo è denaro e chi non fa attivamente qualcosa sta “sprecando” il denaro o non lo sta generando bene.

Il lavoro, a volte, può essere impegnativo e se vi affannate ora dopo ora, è probabile che questa fatica vi costi più della produttività; così ciò prima sembrava produttivo, a lungo andare potrebbe rivelarsi distruttivo.

Quando si spendono tantissime energie sul lavoro e sugli impegni quotidiani, si può essere assaliti dalla sensazione di avere troppe cose da fare, ed è facile convincersi di non avere il tempo di potersi concedere delle pause.

In realtà, bisognerebbe trovare il tempo per tutto. Del resto, anche la vita insegna che esistono tempi per seminare e altri per raccogliere. Così è necessario sapersi concedere una pausa, fermarsi, riflettere, ritagliarsi del tempo anche per se stessi.

Trovare momenti lontani dallo stress è fondamentale per la salute del nostro cervello “Mens sana in corpore sano”. Negando al cervello delle pause diminuiamo la capacità di pensare in modo creativo e strategico nella gestione di problemi complessi. La nostra mente pensa più chiaramente quando si ferma per qualche istante, quando si concede di lasciare scendere quel criceto dalla sua ruota.

 I benefici del concedersi una pausa

Diversi studi scientifici hanno dimostrato che un cervello, se costantemente stimolato e se non riesce a rilassarsi, finirà per sovraccaricarsi, iniziando a commettere degli errori. La produttività nello svolgere un determinato compito, è direttamente correlata al livello di concentrazione che riusciamo a mantenere mentre lo svolgiamo.

Per dare il meglio di sé, è necessario avere del tempo libero, e non solo per le vacanze. Chi riesce a concedersi un momento di riflessione o di meditazione, e lo fa quotidianamente, è più rilassato e più produttivo nel corso della giornata.

In uno studio (Bennett, et al. 2020) è stata valutata l’utilità di prendersi o meno delle pause durante le attività utilizzando un disegno sperimentale in un ambiente di lavoro simulato. I loro risultati hanno mostrato come tutte le condizioni di pausa hanno giovato non solo a ricaricare l’energia, ma anche a migliorare l’ attenzione, aiutando le persone a riprendersi completamente.

Concedersi delle pause ha un effetto benefico sul nostro stato d’animo, sul benessere generale e sulla capacità di rendimento “Mens sana in corpore sano”. Staccarsi regolarmente dalle attività lavorative, sia durante la giornata lavorativa che nelle ore libere, può aiutare a recuperare le energie a breve termine, e a prevenire il burnout a lungo termine. Concentrare l’attenzione per troppo tempo, saltare i pasti, pranzare mentre si lavora, può a lungo termine logorare.

Una strategia per gestire al meglio le pause: la tecnica del pomodoro!

Può essere che tu ne abbia già sentito parlare della tecnica del pomodoro, ma vediamo insieme come funziona e quali sono i passaggi per far si che questa funzioni e aiuti a gestire al meglio il tempo da dedicare al lavoro… e soprattutto alle pause!

Ti servirà solo un timer e un block notes!

Il timer avrà il compito di suddividere il tempo tra lavoro e pausa, il block notes servirà per riportare le attività della giornata in ordine di priorità.

5 semplici passaggi:

  1. Seleziona l’attività da svolgere secondo le priorità decise (stima il tempo di durata massimo trascrivendolo sul taccuino)
  2. Imposta il tuo timer a 25 minuti (evitando sia quello del telefono).
  3. Comincia a lavorare sull’attività scelta.
  4. Quando suona il timer inserisci una spunta sul block notes e concediti la pausa di circa 5 minuti.
  5. Dopo quattro blocchi da 25 minuti ciascuno si potrà effettuare una pausa più lunga (tra i 15 e i 20 minuti prima di ritornare al punto 1).

Regola fondamentale della pausa è evitare qualunque attività che richieda un qualsiasi sforzo mentale. Evitare anche di utilizzare la pausa per connettersi al cellulare. Piuttosto è consigliabile ascoltare musica, fare due passi, cambiare ambiente, fare stretching.

Hai solo l’imbarazzo della scelta sulle attività da poter fare, concedi alla tua mente di prendersi una pausa!

Se pensi di aver bisogno di un aiuto professionale, puoi rivolgerti a un professionista del One Session Center.

Ogni Martedì dalle 18:00 alle 20:00 gli psicologi del team “One session” sono a tua disposizione per una sessione gratuita di consulenza psicologica a seduta singola di 30 minuti.

Per maggiori informazioni, puoi inviare una email a info@onesession.it o visitare le nostre pagine Facebook e Instagram

Riferimenti bibliografici

Bennett, A. A., Gabriel, A. S., & Calderwood, C. (2020). Examining the interplay of micro-break durations and activities for employee recovery: A mixed-methods investigation. Journal of Occupational Health Psychology.

Fritz, C., et al. (2013). Embracing Work Breaks: Recovering From Work Stress. Organizational Dynamics.

Cirillo, F. (2019). La tecnica del pomodoro: Il celebre metodo per gestire al meglio il proprio tempo e diventare più efficienti e organizzati. Tre60.

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Come imparare a porsi obiettivi raggiungibili

Fatichi a raggiungere i tuoi obiettivi, e questo è causa di grande frustrazione? Sei sicuro di porti degli obiettivi raggiungibili? In questo articolo andremo a capire meglio come impostare i propri obiettivi in maniera efficace.

Definire l’obiettivo

Gli antichi latini insegnavano che “la nave non va da nessuna parte se non conosce la rotta”.

Per conoscere la rotta, definirla ed immaginarla è necessario avere una forte motivazione che fornisce l’energia all’individuo per poter arrivare alla meta.

In una prima fase di ragionamento, circa ciò che si vuole raggiungere, bisogna essere attenti a non confondersi con il desiderio.

Il desiderio può essere inteso come un sentimento di ricerca appassionata o di attesa del possesso, è tutto quello che piacerebbe fare o avere ma non è presente un impegno volontario per il raggiungimento dello stesso.

Manca nel desiderio il concetto di sacrificio e messa in discussione della realtà che circonda l’individuo.

Un obiettivo invece è ciò che siamo in grado di identificare, misurare e quantificare.

E’ ciò che si vuole ardentemente raggiungere, presenta consapevolezza delle azioni molto impegnative per il raggiungimento del proprio scopo.

Nell’obiettivo c’è un investimento personale che accoglie tutte le risorse ed esse vengono investite per volontà conscia.

Il desiderio potrebbe non trasformarsi mai in obiettivo se non viene contestualizzato e se non vengono fatte concretamente le azioni necessarie per trasformarlo in obiettivo.

Un desiderio diventa un obiettivo nel momento in cui viene stabilito un piano d’azione per realizzarlo.

La differenza principale sta nella contestualizzazione, ovvero nella concretezza delle operazioni che svolgiamo per raggiungere ciò che vogliamo.

Obiettivi SMART

Avere un pensiero chiaro è la prima azione utile da mettere in atto.

Ci sono modi di pensare funzionali e altri meno, alcuni costruttivi e altri distruttivi.

Il modo di pensare determina il modo di vivere ed essere perché dal mindset dipendono le reazioni alle situazioni.

Citato per la prima volta in una pubblicazione nel 1981 da George T. Doran e ampliato successivamente dal professor Robert S. Ruben, SMART è un acronimo che significa: Specific (specifico), Measurable (misurabile), Achievable (Raggiungibile), Realistic (Realistico), Time bound (definito nel tempo).

Il criterio SMART afferma che gli obiettivi per essere attuabili devono avere queste caratteristiche.

Specifico: essere chiari e precisi a proposito degli obiettivi e aspettative è il primo passo per arrivare alla meta.

Se la definizione è troppo ampia, gli obiettivi diventano difficili è c’è maggior rischio di incorrere in errori e fraintendimenti.

Misurabile: occorre capire a che punto ci si trova del percorso per pensare ai passi successivi. Quantificare i comportamenti, le azioni sarà utile per valutare le proprie prestazioni e rimanere sulla rotta.

Raggiungibile: è importante considerare gli obiettivi realistici senza essere troppo ambiziosi.

La motivazione dovrà essere alta e bisogna tener conto dei limiti interni ed esterni , il percorso deve essere sostenibile.

Realistico: oltre che realizzabili, gli obiettivi devono essere pertinenti. Avere obiettivi troppo facili non favoriscono il miglioramento se sono troppo complessi il rischio è una bassa motivazione e una perdita di coinvolgimento. Bisogna costantemente verificare in itinere il giusto equilibrio del percorso che si sta effettuando.

Definire il tempo: nella fase di pianificazione delle azioni utili al raggiungimento degli obiettivi occorre pensare alla tempistica.

Un obiettivo definito nel tempo può prevedere un punto di inizio e un punto di fine oppure tappe intermedie.

Utile sarà comprendere il monitoraggio giornaliero, settimanale o mensile.

Azioni strategiche per raggiungere obiettivi

  • Definire le priorità dei comportamenti da attuare prima di compiere il primo passo.
  • Analizzare bene le aree da cui partire e se una parte richiede più sforzo, suddividere il compito in piccoli obiettivi più specifici.
  • Compiere piccoli passi e rispettare il proprio tempo.
  • Essere flessibili con gli imprevisti.
  • Prevedere anticipatamente dei percorsi alternativi nel caso in cui ci fosse un’inconveniente.
  • Prevedere una fase di rivalutazione degli obiettivi iniziale alla luce di ciò che si sta compiendo. Migliorare è sempre possibile!
  • Ricordare di osservare i progressi e di riconoscere a se stessi il valore del proprio lavoro.
  • Celebrare il successo quando sono evidenti i traguardi raggiunti.
  • Essere costanti e creare nuove abitudini consente di consolidare i progressi e dirige verso impegno e disciplina.
  • Ricordare di essere precisi ma poco severi con se stessi.

Impostare un pensiero strategico consente di pensare l’obiettivo finale ma anche di poter risalire al punto in cui ci si trova e ritracciare la propria rotta.

Le ipotesi aiutano a riflettere, il confronto aiuta a scegliere.

Ricordare di porsi sempre obiettivi.

Senti di avere bisogno di un aiuto in più per definire al meglio i tuoi obiettivi e il piano d’azione da seguire?
Contatta One Session!

Ci trovi tutti i martedì dalle 18.00 alle 20.00.

I nostri terapeuti ti aiutano ad ottenere un cambiamento immediato e duraturo, fornendoti strumenti pratici, concreti ed utilizzabili fin da subito per uscire dalla situazione problematica grazie alle tue stesse risorse!

Per prendere appuntamento, scrivi a info@onesession.it o alle nostre pagine Facebook e Instagram.

Riferimenti bibliografici

https://www.metodo-ongaro.com/blog/come-porsi-degli-obiettivi-e-raggiungerli (consultato in data 04/02/2022)

https://www.corriere.it/native-adv/chebanca-longform03-come-imparare-a-darsi-obiettivi.shtml (consultato in data 09/02/2022)

https://www.wikihow.it/Definire-degli-Obiettivi-e-Raggiungerli (consultato in data 09/02/2022)

https://www.mirkocuneo.it/importanza-degli-obiettivi/(consultato in data 09/02/2022)

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10 mesi ago Altro

Come ritrovare la motivazione

Oggi parliamo di motivazione.

Cos’è la motivazione? E’ possibile ritrovare la motivazione? E come?

La Motivazione: etimologia e teorie

Il termine motivazione dal punto di vista etimologico deriva dal latino “motus” movimento e “agere” spinta all’azione.

La motivazione è lo stato interiore che orienta l’organismo, attiva il nostro comportamento e direziona l’uomo verso un obiettivo.

In questa semplice definizione la motivazione viene descritta come il nostro carburante e allo stesso tempo l’essenza che ci fa andare avanti e tendere al raggiungimento di un obiettivo e al perseguimento di uno scopo.

Il costrutto psicologico della motivazione non è un costrutto semplice, pertanto sono state prodotte innumerevoli teorie in psicologia e lo stato motivazione può essere analizzato secondo livelli di complessità diversi.

Per semplificare estremamente mi limiterò solo ad esplicitare la distinzione tra motivazione primaria e secondaria e tra motivazione intrinseca ed estrinseca.

Le motivazioni primarie sono basilari per la sopravvivenza dell’individuo e sono dovute a meccanismi fisiologici, quelle secondarie non sono legate a dimensioni biologiche ma a dei meccanismi psicologici.

La motivazione intrinseca è determinata da cause interne e la motivazione estrinseca da cause esterne.

Per cause esterne si intendono fattori esterni all’individuo pensiamo per esempio alle ricompense, ai premi, ai fattori sociali, comunque dipendenti dall’ambiente.

Per cause interne ci riferiamo ai bisogni dell’individuo come i desideri, le passioni, i piaceri.

Perché è fondamentale avere motivazione?

Se la motivazione è il carburante della nostra vita, se è la spinta propulsiva all’azione capiamo che perderla ha un effetto bloccante sul nostro agire quotidiano.

Se sei motivato impiegherai più energie, affronterai i tuoi impegni che siano scolastici o lavorativi con grinta e determinazione.

A tutti può però succedere di avere una battuta d’arresto, passare un periodo pesante, sentirsi svuotati e passare situazioni difficili.

La stanchezza e lo stress incidono fortemente sul nostro livello di motivazione.

Come ritrovare la motivazione?

Con un percorso di terapia breve e anche con una sola seduta con ad esempio la Terapia a Seduta Singola si può lavorare per ricostruire un atteggiamento positivo, imparare ad abbandonare o modificare quegli atteggiamenti che vengono messi in atto inconsapevolmente e che stanno portando ad una situazione di stallo.

E’ possibile ristrutturare i nostri pensieri e rimodulare gli obiettivi e gestire diversamente l’ansia, la preoccupazione e la stanchezza ponendo attenzione sulle proprie risorse con un nuovo mindset.

Vorresti lavorare sulla motivazione? Ti trovi in un momento difficile in cui hai la sensazione di essere imprigionato? La tua performance e il tuo rendimento non sono quelli che vorresti avere o che hai sempre avuto? Vuoi ottenere un cambiamento?

Chiedi aiuto a One Session.

One Session è il nostro servizio di ascolto psicologico attivo il martedì dalle 18.00 alle 20.00,

Ti aiuteremo fornendoti strumenti e tecniche che ti permetteranno di rimetterti in gioco e sbloccare comportamenti non funzionali al tuo benessere.

Scrivi a info@onesession.it e consulta le nostre pagine social di Facebook e di Instagram.

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Sindrome da corridoio: 3 consigli per uscirne

Con “Sindrome da corridoio” ci riferiamo a quella condizione in cui le persone non riescono a tenere distinte situazione lavorativa e vita privata. Questo genera elevato stress in entrambi gli ambienti.

Perché il nome “Sindrome da corridoio”?

Il corridoio è la parte della casa dove le varie stanze si affacciano, dove avvengono gli scambi tra un ambiente e l’altro.

Metaforicamente, può accadere che si crei un corridoio tra vita privata e lavoro.

In questo corridoio, non vi sono argini o confini che mantengono separati i vari ambiti.

Il corridoio può crearsi a livello mentale, quando i problemi lavorativi ci accompagnano anche a casa e viceversa, autoalimentandosi.

Può essere anche un problema di spazi fisici. Abbiamo visto come con l’arrivo della pandemia da Covid-19 tanti lavoratori abbiamo intrapreso la strada dello smartworking, e stiano ancora continuando così.

Questo ha portato ad avere fisicamente l’ufficio in casa, facendosi spazio nelle proprie aree relax, o sul tavolo della cucina, quando non in camera da letto.

Il rimanere fisicamente nello stesso ambiente per tutte le attività che dobbiamo svolgere durante la giornata, alimenta la fatica a distinguere quando una problematica o un evento stressogeno appartiene alla categoria “vita personale” o alla categoria “lavoro”.

Quali sono le conseguenze della sindrome da corridoio?

La sindrome da corridoio ha diverse conseguenze, a livello fisico, familiare e lavorativo.

A livello lavorativo produce un calo della produttività. Il fatto di non sapersi concentrare sulla mansione da portare a termine in quel momento perché preoccupato per problematiche domestiche incide indubbiamente sulla qualità del lavoro. Lavoro che, se non verrà svolto in un certo modo, sarà causa di malumori che sicuramente verranno riportati all’interno della famiglia, andando ad alimentare un circolo vizioso.

A livello familiare si inaspriranno le discussioni e le incomprensioni. Aumenteranno i vissuti di rabbia e frustrazione. Trovandoci in un corridoio, questi vissuti incideranno senza dubbio anche sul lavoro, aggiungendo altra legna al fuoco rispetto alla frustrazione lavorativa.

Infine, non sono da sottovalutare le conseguenze fisiche. La forte tensione creata dal bagaglio emotivo che non si riesce più a gestire può infatti rendere più vulnerabili ad incidenti ed infortuni.

Prevenire la sindrome da corridoio

La sindrome da corridoio non è quindi una problematica da sottovalutare.

Oggi vogliamo fornirti 3 consigli per riuscire a prevenirla.

1. Metti dei paletti tra vita privata e lavoro.

Questa è la forma di prevenzione più efficace che puoi attuare. Ottimizza ambienti e orari lavorativi. Chiudi quindi le porte che si affacciano sul corridoio. Per esempio, una volta terminato l’orario di lavoro, spegni il telefono aziendale, non controllare le mail.

2. Dedicati quotidianamente del tempo.

Individua delle attività che ti piacciono e ti rilassano e assicurati di dedicarvi un po’ di tempo giornalmente. Ti può essere utile metterle in agenda, per obbligarti a farle e non farti soffocare dal lavoro. Ne trarrai vantaggio in tutte le sfere della tua vita.

3. Tieni un diario.

La scrittura ha un grande potere terapeutico e, soprattutto nelle situazioni di stress, è una valida alleata per abbassare i livelli di frustrazione. Prenditi una decina di minuti al giorno per scrivere i tuoi pensieri, le tue sensazioni, il tuo stato fisico.

Se senti che non riesci a distinguere sfera privata e lavorativa e che questa cosa non ti permette di vivere la tua vita in modo soddisfacente, chiedi aiuto a One Session.

Siamo attivi tutti i martedì dalle 18.00 alle 20.00 per aiutarti ad ottenere un cambiamento immediato e duraturo, fornendoti strumenti pratici, concreti e utilizzabili fin da subito per uscire grazie alle tue stesse risorse da questa situazione, anche dopo un unico incontro.

Contattaci a info@onesession.it o alle nostre pagine Facebook e Instagram

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Come migliorare il rapporto con il tuo capo

Perché è importante avere relazioni serene nell’ambiente di lavoro?

Riuscire ad instaurare un rapporto soddisfacente con il proprio capo, e con i colleghi, è il desiderio di tantissime persone. Sul luogo di lavoro, infatti, è indispensabile poter contare su un ambiente tranquillo in cui poter lavorare con serenità. E’ ormai da diversi anni noto che, quando le persone si sentono tranquille e senza troppe pressioni addosso, il rendimento lavorativo e la soddisfazione personale aumentano!

Viceversa, un rapporto altalenante o scadente con il proprio superiore, può spesso essere collegato ad una soddisfazione minore verso il proprio lavoro, che può andare a ripercuotersi negativamente anche su altri ambiti di vita.

Qualche dritta per migliorare la situazione

Ottenere una relazione distesa con il capo può non essere un processo immediato, ma ecco qualche suggerimento per riuscire al meglio nella costruzione di rapporto nuovo e più sereno:

1. Sii proattivo

Se pensi di avere la soluzione per un problema, esponila! I suggerimenti, se dati con educazione e rispetto, faranno capire al tuo capo quanto tu sia dedito al lavoro e competente.

2. Presta attenzione alle scadenze

Anche se può essere difficile, soprattutto quando si è sommersi di lavoro, è molto importante rispettare le scadenze, perché sarà una prova formidabile della tua affidabilità.

3. Chiedi feedback

Quando te ne capita l’occasione, chiedere al capo dei feedback sul lavoro svolto ti farà apparire come una persona desiderosa di migliorarsi e fare bene il proprio lavoro. Non avere paura di eventuali riscontri negativi, se dovessero esserci saranno uno spunto per migliorare le tue prestazioni!

4. Ricorda che, oltre ad essere il tuo superiore, è una persona

Come tutti, anche il tuo capo avrà una vita fuori dall’ambiente lavorativo. Cercare di conoscerlo, mostrandoti autentico e rispettoso, potrebbe migliorare notevolmente il vostro rapporto!

 Presta attenzione alla comunicazione

Un ultimo suggerimento per rendere il rapporto con il capo più sereno è quello di prestare molta attenzione alla comunicazione.

Il nostro modo di comunicare con gli altri è davvero importante, perché può influenzare direttamente la relazione con la persona che abbiamo davanti.

Quando si tratta di un superiore, è fondamentale adattarsi al suo stile comunicativo e al suo registro linguistico.

Cerca di mantenere questo stile anche nella comunicazione via e-mail, soprattutto se usate spesso questo strumento.

Inoltre, se possibile, cerca di prediligere gli scambi dal vivo a quelli telefonici o via e-mail, perché questi danno una possibilità maggiore di comprendersi e approfondire l’argomento di conversazione.

Riuscire a costruire un rapporto sereno con il proprio capo è possibile, anche se può richiedere qualche sforzo.

Tuttavia, l’impegno iniziale sarà ricompensato da un ambiente lavorativo più disteso, nel quale fare emergere le proprie competenze professionali.

E se credi di avere bisogno di un po’ di aiuto, la soluzione potrebbe essere chiedere aiuto ad un professionista, che ti aiuterà con un incontro di Terapia a Seduta Singola a trovare le risorse e comprendere come usarle per affrontare il problema.

Se sei interessato alla Terapia a Seduta Singola ogni martedì per un periodo limitato, dalle 18:00 alle 20:00 gli Psicologi e gli Psicoterapeuti del nostro team One Session si rendono disponibili per degli incontri gratuiti aperti a tutti.

Prenota la tua consulenza gratuita.

Bibliografia

Cannistrà F., Piccirilli F. (2018), Terapia a Seduta Singola. Principi e pratiche. Giunti Psychometrics

 

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STOP al lavoro: GODITI le vacanze!

“Basta, quest’anno voglio riposarmi in vacanza”

“Spengo il telefono e non voglio sentire nessuno”

“Se la caveranno anche senza di me”

 

Quane volte ti sarà capitato di dire queste parole, sperando di poter finalmente passare una vacanza senza portarti dietro l’ansia lavorativa?

E ogni volta puntualmente non sei riuscito nell’intento per il messaggino che è arrivato nel momento sbagliato, la chiamata a cui hai dovuto assolutamente rispondere o un email che ti sei scordato di inviare.

Succede! La vita è imprevedibile e non è facile tenere tutto sotto controllo, anzi: a volte è veramente impossibile. Più cerchi di mantenere il controllo e più lo perdi.

Inoltre, stabilire un periodo nel quale dovrai a tutti costi rilassarti, smettere di pensare al lavoro e stare meglio, renderà quel bisogno un imposizione a cui dovrai sottostare; quelle giornate dovranno essere “migliori delle altre”, proprio perché tu dovrai rilassarti.

Non trovi che sia stressante?

 

Lo stress di fine anno!

La vacanza è una pausa dalla solita routine: è uno spazio dedicato a “fare altro”, a spezzare i soliti schemi della tua giornata tipo, a uscire fuori dal contesto giornaliero per respirare un aria nuova e diversa.

La vacanza estiva giunge alla fine di un anno lavorativo con i suoi pro e i suoi contro ed è facile che ti porti a fare il bilancio annuale, valutando l’operato, gli errori, i miglioramenti, i cambiamenti, creando così uno stress mentale.

 

“Ho deciso, a settembre cambio vita”

“A settembre inizio la dieta”

“Appena torno dalle vacanze, giuro che mi organizzo le giornate e smetto di fare le cose di corsa”

Potrei continuare all’infinito con i buoni propositi.

Le opzioni sono tante, ma a stressarti è il ventaglio di scelte che hai davanti, l’ansia di doverle iniziare e non sapere da dove partire.

Sei un pesce che annaspa tentando di restare a galla e che, via via che si avvicina la fine delle vacanze, anneghi lentamente nel tuo mare di paure.

 

Stop!

Fermati e riorganizzati, affinché tu possa godere appieno dei benefici dell’estate e delle vacanze, ripartendo a settembre con più energia.

 

I consigli per l’estate!

Ci sono delle strategie che puoi adottare per ridurre lo stress, pensiero costante rispetto agli impegni, l’ansia del “mi devo riposare a tutti i costi” e la paura del ritorno imminente.

 

  1. Blocca i pensieri

Quando sopraggiunge il rimugino, il pensare al problema costantemente, tu non rispondere, non dargli adito ma bloccalo schioccando le dita, dicendo il tuo nome e tornando al momento presente. Ogni volta che arriva il pensiero ansioso, puoi schioccare le dita e dire: “Mario! Torna qui!”. Richiami la tua attenzione, rimproverandoti di assecondare l’ arrivo di quel pensiero ansioso.

Rimuginare è ormai un’ abitudine per te; la cosa più semplice che puoi fare è disinnescare questa abitudine. Visto che non puoi interrompere il rimuginare sul problema che ti assilla, perchè quando arriva arriva, puoi agire proprio sul rimuginare, interrompendolo con lo schiocco delle dita.

 

  1. Organizza il tuo tempo prima della vacanza

Puoi ricorrere a una semplice to do list, che ti aiuti a sfoltire le incombenze prima di partire per le vacanze:

  • Scegli uno strumento che ti aiuti a pianificare le attività, come una agenda.
  • Compila la tua to-do list.
  • Fai una lista di 6 punti massimo.
  • Definisci il tempo che vuoi dedicare ad ogni attività.
  • Differenzia le attività importanti da quelle urgenti.
  • Svolta un’attività, cancellala.
  1. Definisci i tuoi obiettivi alla fine della vacanza.

Quando sei di ritorno dalle vacanze, prendi un foglio di carta e scrivi gli obiettivi che vuoi raggiungere e che ti sei prefissato per il nuovo anno lavorativo, senza esagerare.

Per ogni area della tua vita (professionale, personale, economica e lavorativa) individua un solo obbiettivo. Non strafare.

L’obiettivo deve essere:

  • Specifico: “Voglio allenarmi 3 volte a settimana “
  • Misurabile: deve essere possibile valutare i miglioramenti. “Voglio allenarmi 3 volte a settimana ” è misurabile perche ti permette di valutare i risultati che raggiungi.
  • Raggiungibile: il tuo obiettivo deve essere fattibile. Dire ” voglio allenarmi 3 volte a settimana ” e poi essere consapevoli di non avere il tempo, i soldi, la voglia etc, non è un obiettivo raggiungibile. Devi tenere conto delle tue reali possibilità e ridimensionare l’ obiettivo in base a queste.
  • Realistico: stabilisci un obiettivo che sia reale. “Voglio diventare campionessa olimpionica di salto con l’ asta ” non è realistico nel momento in cui non hai intrapreso quella carriera o “Voglio viaggiare nello spazio ” non è possibile, se non sei un astronauta.
  • Temporalizzabile: stabilisci il giusto tempo per il tuo obiettivo. Considera il tempo che ti serve per realizzarlo in ogni suo aspetto e definisci un tempo di scadenza. Non lasciare che cada in prescrizione.

Se pensi di stressarti troppo in vacanza e di pensare al lavoro,  puoi mettere in atto queste strategie.

Se hai bisogno di un aiuto più concreto, puoi contattare uno psicologo formato in terapia a Seduta Singola che può aiutarti anche con un singolo incontro.

Vai sul sito https://www.onesession.it/, cerca il terapeuta più vicino a te ( scegliendolo anche online).

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Bibliografia:

https://www.riza.it/psicologia/ansia/4320/ansia-in-ferie-cosi-te-ne-liberi.html

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