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Tags Archives: stress

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Insonnia: quando addormentarsi diventa un incubo

Se hai provato a contare le pecore e sei arrivato ad una cifra astronomica. Se hai provato con la camomilla e poi sei passato alle tisane dai gusti più improponibili. Se hai provato con la musica rilassante e per disperazione hai messo in pausa alla melodia che riproduceva il suono degli uccellini del bosco.

Se hai provato con tutti i prodotti che il tuo farmacista ti ha consigliato, ma invano.

Forse ciò che ti crea malessere è un disturbo del sonno e si chiama insonnia.

L’insonnia può essere occasionale, persistente o associata a concomitanti condizioni mediche o ad abuso di sostanze o alla presenza di disturbi mentali.

Le cause dell’insonnia occasionale, di cui ci occuperemo in questo articolo, possono essere legate ad un momento di stress, di preoccupazione o crisi che stiamo attraversando o anche ad un cambio di stagione o al jetleg.

Può dunque trattarsi di una fase transitoria che scompare all’improvviso così come è comparsa ma che comunque può creare dei fastidi a livello sia funzionale che emotivo.

A tutti noi sarà certamente capitata una notte insonne magari precedente ad un evento importante della nostra vita familiare, lavorativa o di studio che provocava eccitazione o ansia.

L’insonnia può interessare:

  • difficoltà ad addormentarsi;
  • risvegli frequenti con difficoltà a riaddormentarsi;
  • risveglio precoce al mattino con problema a riaddormentarsi.

Quali conseguenze?

L’insonnia è di certo un disturbo le cui conseguenze e difficoltà hanno ripercussioni non solo nella fase notturna ma anche in quella diurna.

La mancanza di riposo e di sonno che ristora comportano conseguenze sul corpo e sulla mente.

Il non dormire in modo soddisfacente non consente la messa in carica e la messa in movimento delle energie necessarie ad affrontare le numerose ore di veglia.

Ore fatte di studio, lavoro, impegni e attività che richiedono un’attivazione corpo/mente profonda.

A prevalere saranno il senso di sonnolenza, la mancanza di concentrazione, l’irritabilità, il calo del tono dell’umore, la difficoltà di rendimento in ambito sociale, professionale, relazionale.

Differenti saranno poi anche i disagi fisici, quali emicrania, disturbi gastrointestinali, stati di tensione e agitazione motoria, senso di spossatezza, mancanza di forze.

Questi disturbi, seppure transitori, creano nella persona un disagio che condiziona in modo significativo le relazioni.

Come uscirne?

L’operatività e l’efficacia della terapia breve possono essere di grande aiuto per questo problema ma necessitano di un’attenta valutazione operativa.

Alcuni comportamenti e fattori possono mantenere l’insonnia, provocandola addirittura (a che ora si va a dormire, uso di caffeina o farmaci prima di andare a dormire etc.) .

Solitamente l’ansia di voler dormire e l’angoscia provocata dalla incapacità di farlo, già sperimentate nelle notti precedenti, creano uno stato di profonda frustrazione che va ad alimentare una sequenza di azioni e pensieri.

Sequenza che rafforza e mantiene il nostro problema.

Una profezia autoavverantesi, insomma. Non vi è dubbio infatti che negli esseri umani è presente una tendenza a cercare di confermare le proprie ipotesi. Questo fa si che la credenza crei la realtà.

Saresti pronto a rompere il meccanismo che ti porta a rimuginare su come e quando dovrai addormentarti?

La tua profezia può cambiare in positivo.

Potresti provare questa semplice tecnica che consiste nel trascrivere, prima di addormentarti o durante il risveglio, su un taccuino che accuratamente avrai scelto prima (forma, colore…) tutti quei pensieri che si presentano nella tua mente e che si inseguono senza fermarsi.

Scriverli per liberartene e alleggerire così la tua mente, trasformando la tua profezia in un rilassante “se vuoi, puoi”!

Riferimenti bibliografici

Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi mentali, quinta edizione (DSM-5°) –Milano: Raffaello Cortina Editore

www.lostudiodellopsicologo.it

Attili G. (2002) – Introduzione alla psicologia sociale – Roma: Edizioni Seam

 

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Come migliorare il rapporto con il tuo capo

Perché è importante avere relazioni serene nell’ambiente di lavoro?

Riuscire ad instaurare un rapporto soddisfacente con il proprio capo, e con i colleghi, è il desiderio di tantissime persone. Sul luogo di lavoro, infatti, è indispensabile poter contare su un ambiente tranquillo in cui poter lavorare con serenità. E’ ormai da diversi anni noto che, quando le persone si sentono tranquille e senza troppe pressioni addosso, il rendimento lavorativo e la soddisfazione personale aumentano!

Viceversa, un rapporto altalenante o scadente con il proprio superiore, può spesso essere collegato ad una soddisfazione minore verso il proprio lavoro, che può andare a ripercuotersi negativamente anche su altri ambiti di vita.

Qualche dritta per migliorare la situazione

Ottenere una relazione distesa con il capo può non essere un processo immediato, ma ecco qualche suggerimento per riuscire al meglio nella costruzione di rapporto nuovo e più sereno:

1. Sii proattivo

Se pensi di avere la soluzione per un problema, esponila! I suggerimenti, se dati con educazione e rispetto, faranno capire al tuo capo quanto tu sia dedito al lavoro e competente.

2. Presta attenzione alle scadenze

Anche se può essere difficile, soprattutto quando si è sommersi di lavoro, è molto importante rispettare le scadenze, perché sarà una prova formidabile della tua affidabilità.

3. Chiedi feedback

Quando te ne capita l’occasione, chiedere al capo dei feedback sul lavoro svolto ti farà apparire come una persona desiderosa di migliorarsi e fare bene il proprio lavoro. Non avere paura di eventuali riscontri negativi, se dovessero esserci saranno uno spunto per migliorare le tue prestazioni!

4. Ricorda che, oltre ad essere il tuo superiore, è una persona

Come tutti, anche il tuo capo avrà una vita fuori dall’ambiente lavorativo. Cercare di conoscerlo, mostrandoti autentico e rispettoso, potrebbe migliorare notevolmente il vostro rapporto!

 Presta attenzione alla comunicazione

Un ultimo suggerimento per rendere il rapporto con il capo più sereno è quello di prestare molta attenzione alla comunicazione.

Il nostro modo di comunicare con gli altri è davvero importante, perché può influenzare direttamente la relazione con la persona che abbiamo davanti.

Quando si tratta di un superiore, è fondamentale adattarsi al suo stile comunicativo e al suo registro linguistico.

Cerca di mantenere questo stile anche nella comunicazione via e-mail, soprattutto se usate spesso questo strumento.

Inoltre, se possibile, cerca di prediligere gli scambi dal vivo a quelli telefonici o via e-mail, perché questi danno una possibilità maggiore di comprendersi e approfondire l’argomento di conversazione.

Riuscire a costruire un rapporto sereno con il proprio capo è possibile, anche se può richiedere qualche sforzo.

Tuttavia, l’impegno iniziale sarà ricompensato da un ambiente lavorativo più disteso, nel quale fare emergere le proprie competenze professionali.

E se credi di avere bisogno di un po’ di aiuto, la soluzione potrebbe essere chiedere aiuto ad un professionista, che ti aiuterà con un incontro di Terapia a Seduta Singola a trovare le risorse e comprendere come usarle per affrontare il problema.

Se sei interessato alla Terapia a Seduta Singola ogni martedì per un periodo limitato, dalle 18:00 alle 20:00 gli Psicologi e gli Psicoterapeuti del nostro team One Session si rendono disponibili per degli incontri gratuiti aperti a tutti.

Prenota la tua consulenza gratuita.

Bibliografia

Cannistrà F., Piccirilli F. (2018), Terapia a Seduta Singola. Principi e pratiche. Giunti Psychometrics

 

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Christmas Blues ovvero la Depressione Natalizia: come superarla?

Natale: che stress!

Ci siamo: il Natale è arrivato! L’atmosfera di attesa, le pubblicità in tv di panettoni e torroni, le decorazioni nelle case e per le strade, l’entusiasmo dei bambini, la letterina a Babbo Natale e l’attesa dei regali, le riunioni di famiglia…
Per molti quello natalizio è il periodo più bello dell’anno, per altri invece è una vera tortura, che si affronta a denti stretti e sperando finisca il più in fretta possibile.
Può sembrare strano, eppure, circondati da alberelli colorati e da luci sfavillanti, a molti capita di sentirsi profondamente tristi. Forse non lo sapevate ma il Christmas Blues, o depressione natalizia, è più frequente di quanto si creda.
I sintomi si avvicinano molto a quelli della depressione comune: chi soffre del Christmas Blues prova profonda malinconia, insonnia, crisi di pianto, irritabilità, forte ansia.
I cambiamenti stagionali, legati alla diminuzione delle ore di luce e al maltempo, possono ulteriormente incidere sullo stato di tristezza, influenzando l’umore, il ritmo sonno-veglia, la sessualità, la memoria e altri ambiti associati al nostro benessere.

Happy days. Ma anche no.

Il periodo natalizio rappresenta a tutti gli effetti un vero tour de force di convenzioni sociali e di festeggiamenti a cui tutti ci sentiamo in qualche modo obbligati a partecipare.
Non vediamo l’ora che arrivino le vacanze per riposare, dormire senza il fastidioso suono della sveglia, invece ci ritroviamo l’agenda serrata da impegni, dalla preparazione di pranzi e di cene, dalla corsa agli ultimi regali.
Sovente si arriva a dicembre stanchissimi, con il peso di dodici mesi di intenso lavoro sulle spalle, reso ancora più pesante dal rush finale pre-natalizio.
Il malumore può acutizzarsi dal pensiero di rivedere i propri familiari, con alcuni dei quali magari non ci sentiamo del tutto a nostro agio o con cui vi sono attriti preesistenti.
A ciò si aggiungono le liste di regali da individuare e da acquistare (ed eventuali difficoltà economiche), l’abituale inclinazione a “tirare le somme” dell’anno appena trascorso (con conseguente senso di insoddisfazione e di irrequietezza laddove il bilancio non sia in linea con gli obiettivi prefissati).
In questo indimenticabile 2020, si aggiungono quella serie di limitazioni imposte dalle normative vigenti legate alla pandemia, con l’impossibilità durante il periodo festivo di spostarsi da una regione all’altra e tra comuni, la chiusura di locali e centri commerciali in determinate fasce orarie e giorni, nonché il divieto di organizzare riunioni con persone non conviventi, e di fare pranzi e cene con una cerchia di familiari estremamente limitata.
Tale condizione può acutizzare il senso di solitudine e di tristezza, ancor di più in coloro che stanno affrontando il dolore recente di una perdita subita, la morte di una persona cara, una separazione, un problema di salute, oppure stanno attraversando un momento di cambiamento, un trasferimento, un pensionamento, la perdita del lavoro.

5 consigli per superare le feste in leggerezza

Quando si avvicina il periodo natalizio possono arrivare, oltre ad auguri, catene di messaggini WhatsApp, regali inaspettati, anche alcune pericolose e deleterie trappole mentali.
Vediamo quali sono: identificarle è già un primo importante passo!
• Pensare che durante le festività dobbiamo essere per forza felici, allegri e spumeggianti;
• Ripensare ad eventi negativi, fare il bilancio di tutto ciò che non si è realizzato durante l’anno;
• Pensare di essere gli unici a sentirsi infelici e oppressi da obblighi e convenzioni sociali;
• Pensare che questo sentimento di tristezza sia definitivo e non fronteggiabile.
Niente paura: a tutto c’è un rimedio, se sai come porvi rimedio!

Di seguito alcuni semplici consigli:

1. Organizzati per tempo, così da non ritrovarti imbottigliato nell’estenuante “corsa ai regali” dell’ultimo minuto; fai acquisti con criterio, pianificando le spese e stabilendo in anticipo un budget, in linea con le tue possibilità economiche.
I regali non sono un obbligo. Meglio stabilire con parenti e amici che il regalo è stare insieme, piuttosto che angosciarsi per l’estratto conto a fine mese o sentirsi inadeguati.
2. Partecipa agli eventi sociali nel rispetto dei tuoi bisogni, imparando a “dire no” agli appuntamenti con persone che già sai ti provocheranno malumore; dedica il tuo tempo a chi ti fa stare bene e agli incontri per te realmente gradevoli.
3. Accogli e dai valore alle tue emozioni: il fatto che in un clima festoso ci si senta tristi o malinconici non significa essere “sbagliati” o che ci si debba sforzare per omologarsi al contesto.
4. Lascia andare i pensieri ricorrenti sul passato (e su ciò che hai perduto) o le ansie per il futuro (e di quel che potrebbe succedere); il pensiero ricorsivo non aiuta a prendere decisioni, a ridurre l’ansia e a risolvere i problemi, anzi, li aumenta.
5. Vivi il presente e dedicati a te stesso: goditi un bel libro, un brano musicale, fai una chiacchierata al telefono con un amico o una persona cara, dedicati a un hobby o fai un po’ di sport. Approfitta delle ore di luce: una passeggiata di almeno un’ora all’aria aperta, se il clima lo permette, ha grandi effetti positivi sul nostro benessere.
Se tuttavia ritieni di non riuscire a gestire da solo il tuo malessere, chiedi aiuto ad uno psicologo: ti aiuterà a trovare le strategie più efficaci per far fronte a questo particolare stato emozionale.
Se sei interessato alla Terapia a Seduta Singola inoltre, ricordati che ogni martedì, per un periodo limitato, dalle ore 18 alle ore 20, gli psicologi e gli psicoterapeuti del nostro team One Session sono disponibili per degli incontri gratuiti aperti a tutti.
Contattaci per maggiori informazioni inviando una email a info@onesession.it oppure visita la nostra pagina Facebook OneSession.it.
Bibliografia
Cannistrà, F., Piccirilli, F., (2018), Terapia a seduta singola. Principi e pratiche, Editore: Giunti Psychometrics;
Kasser, T., Sheldon, K. M. (2002). What Makes for a Merry Christmas?, in: Journal of Happiness Studies, vol. 3, n.4, pp. 313-329.

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