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Category Archives: Ansia, fobie, ossessioni

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La terapia a seduta singola per l’acrofobia

Immagina di essere sul piano più alto di un grattacielo di New York e guardare la distesa attorno a te: le macchine sono così lontane da sembrare formiche, i pedoni si vedono a stento.

Chi soffre di acrofobia può sentirsi molto a disagio e provarne i sintomi tipici anche solo immaginando una situazione del genere.

Acrofobia: cos’è

L’acrofobia, o paura delle altezze, si manifesta con paura e ansia marcate nelle situazioni in cui si è lontani dal contatto col suolo.

Queste situazioni possono essere l’ultimo piano di un grattacielo, appunto, o un trekking in montagna, o ancora salire su una scala a pioli.

Nel momento in cui perde il contatto con il suolo, chi soffre di acrofobia sviluppa una serie di sintomi tipici: sudorazione eccessiva, battito cardiaco accelerato, sensazione di nausea e vertigini e voglia di fuggire.

Il timore di chi soffre di acrofobia è quello di poter cadere, di essere risucchiato nel vuoto o anche di avere l’impulso a buttarsi giù autonomamente.

Questo tipo di fobia non va confusa con le vertigini.

Sebbene molti sintomi possano essere simili, come i giramenti di testa o il disorientamento, le vertigini hanno origine organica. L’acrofobia ha un’origine tutta psicologica.

Le soluzioni che complicano il problema

Se “le hai provate tutte” per superare l’acrofobia senza successo, molto probabilmente è proprio perché tutto ciò che hai provato è ciò che ha mantenuto in vita il problema finora!

Si possono infatti individuare alcuni comportamenti tipici in chi soffre di acrofobia (e di fobia in generale) che pur sembrando utili, non fanno che mantenere il problema.

Elenchiamoli brevemente, in modo che tu possa riconoscerli.

  • Evitare tutte le situazioni dove non hai “i piedi per terra”.

L’evitamento è una forma di prevenzione che ci preserva dalle situazioni spiacevoli e spaventose.

Purtroppo l’evitamento si rivela una trappola perché se effettivamente siamo rassicurati dal fatto di tenerci lontani dalle situazioni temute, così facendo stiamo solo validando la pericolosità della situazione evitata, e la nostra incapacità di fronteggiarla.

  • Controllare le proprie reazioni ed imporsi di non aver paura.

Così facendo si cerca di mettere sotto un controllo volontario delle manifestazioni che sono totalmente spontanee, finendo per ottenere l’effetto totalmente opposto.

La terapia a seduta singola per l’acrofobia

Anche un solo colloquio può rivelarsi molto utile per iniziare a superare l’acrofobia. Attraverso un’attenta descrizione del problema, il terapeuta ti aiuterà ad individuare i comportamenti che lo stanno mantenendo.

Il lavoro sarà focalizzato a rintracciare, amplificare e utilizzare le tue risorse indirizzandole verso il miglioramento e la risoluzione della situazione.

Sei interessato alla Terapia a Seduta Singola? Puoi rivolgerti ai nostri psicologi e psicoterapeuti, disponibili ogni martedì dalle 18.00 alle 20.00, per una consulenza gratuita online. Scrivi sulla pagina Facebook One Session.it

Riferimenti bibliografici

Nardone, G. (2000). Oltre i limiti della paura. BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

https://www.treccani.it/enciclopedia/acrofobia_%28Enciclopedia-Italiana%29/

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Sono omosessuale? Il dubbio ossessivo di essere gay

Oggi sappiamo che l’omosessualità è semplicemente una variante non patologica della sessualità umana.

Ma sappiamo anche che non esiste un modo univoco di essere gay o lesbica.

I confini si fanno ancora più complessi se si pensa alle tendenze bisessuali o asessuali.

In una situazione così variegata, come capire qual è il proprio orientamento?

Orientamento e identità sessuale

Iniziamo con il dire che l’orientamento sessuale è una caratteristica tendenzialmente stabile che indica verso chi è diretta l’attrazione sessuale.

 

  • Verso le persone dell’altro sesso (eterosessualità)
  • Verso le persone dello stesso sesso (omosessualità)
  • Verso le persone di entrambi i sessi (bisessualità)
  • Verso nessuno (asessualità)

 

Diversamente, l’identità sessuale è l’ esperienza psicologica del proprio orientamento sessuale vissuta come componente della propria identità.

Se l’identità definisce chi siamo e ci consente di rispondere alla domanda “ Chi sono io?”, l’identità sessuale ci permette di rispondere alla domanda “Chi mi piace? Da chi sono attratto?” e definirci in base a questo.

Quando orientamento ed identità sessuale sono riconosciuti ed accettati, la persona vive, in maniera più o meno serena, la propria sessualità.

Quando questi due aspetti non sono “allineati” la persona può sentirsi confusa e disorientata, fino ad avere dei dubbi profondi sulla propria identità.

Il pensiero ossessivo

Nonostante gli enormi progressi fatti dalla società, spesso l’eterosessualità è considerata ancora come l’unico orientamento “normale”.

L’omosessualità è ritenuta una condizione negativa, spesso soggetta a pregiudizi e discriminazioni.

Questa immagine sociale può essere interiorizzata dalla persona e condizionare, in modo più o meno evidente e consapevole, pensieri e atteggiamenti.

Così, magari partendo da un evento da nulla, uno sguardo o un pensiero avuto in passato, il dubbio s’insinua. Inizia a girarti in testa lo stesso pensiero ossessivo: sono gay?

Scopri che la domanda “Come capire se sono gay?” è una delle più digitate sul motore di ricerca Google.

C’è addirittura una guida di Wikihow su come capire se sei gay o, ancora peggio, come capire se lo è un tuo amico.

Consigli, suggerimenti e osservazioni che, più che chiarirti le idee, ti confondono e rendono le tue certezze sempre più insicure e vacillanti.

Quella che era una semplice domanda fatta per conoscerti e capirti, diventa un pensiero ossessivo che mette in dubbio la tua stessa identità!

Ma allora qual è il problema e come faccio ad uscirne?

Nel momento in cui ti domandi ripetutamente “Come faccio ad essere sicuro di non essere gay?” potresti essere finito in una dinamica di pensiero ossessivo.

Dinamica molto lontana dalla fase di scoperta della tua identità sessuale.

Questo non vuol dire che i tuoi dubbi non vadano ascoltati. Spesso il problema non è se sei gay o meno, ma il pensiero ossessivo legato all’idea che hai della sessualità stessa.

La prima cosa da fare in questi casi è smettere di metterti alla prova: basta ricerche su internet, video informativi o articoli che propongono le soluzioni più disparate.

Tutto questo non fa altro che alimentare il pensiero ossessivo, rinforzando i dubbi e confondendoti la mente.

La sessualità non è una questione di bianco e nero e il logorio del pensiero ossessivo ci fa costruire un labirinto mentale nel quale possiamo solo perderci.

Inizia a dar pace ai tuoi pensieri e smetti di cercare forzatamente delle risposte che spesso servono solo ad accrescere dubbi ed incertezze, senza fare alcuna chiarezza.

Se sentissi il bisogno di parlare con uno specialista, non esitare a chiedere aiuto.

Ogni Martedì dalle 18:00 alle 20:00 gli psicologi del team “One session” sono a tua disposizione per una sessione gratuita di consulenza psicologica a seduta singola di 30 Minuti.

Per maggiori informazioni, puoi inviare una email a info@onesession.it o visitare la nostra pagina FB OneSession.it

 

Riferimenti Bibliografici

https://nicolanardelli.it/psicologo/identita-e-orientamento-sessuale (consultato in data 02/06/2021)

https://www.lostudiodellopsicologo.it/ossessioni/come-capire-se-sono-gay/ (consultato in data 02/06/2021)

Nardone G. (2011), Cogito ergo soffro. Firenze: Ponte alle Grazie.

 

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Ansia da esami? Ecco gli errori tipici che probabilmente compi!

È maggio, l’estate si sta avvicinando, si comincia a respirare aria di vacanza.

Ma c’è una categoria di persone che vive questo mese con ansia e tensione.

Parliamo degli studenti che a breve dovranno affrontare la sessione estiva, o l’esame di maturità.

Questi vedono il tempo scorrere velocemente mentre sono ancora sommersi di argomenti da ripassare o iniziare a studiare.

Nell’articolo di oggi andremo ad analizzare alcuni degli errori più comuni che uno studente in ansia per gli esami commette, e forniremo delle indicazioni per affrontare questo periodo al meglio.

Intrappolarsi nel perfezionismo

L’ansia per gli esami può essere accompagnata, ed esacerbata, dall’esigenza di dover studiare tutto perfettamente.

Se dedizione ed impegno sono caratteristiche auspicabili in uno studente, portate all’estremo diventano fonte di problemi.

Il tempo dedicato all’organizzazione, programmazione ed esecuzione dei compiti impegna lo studente perfezionista per la maggior parte del tempo.

Egli finirà per intrappolarsi in questa ragnatela del perfezionismo sempre più fitta. Ci sarà sempre, infatti, un compito successivo per cui doversi preparare al meglio.

L’esito sarà quello di una costante ansia, che porterà a mano a mano alla rinuncia di attività ricreative e ludiche.

Questo tipo di ansia potrà arrivare ad esprimersi anche con attacchi di panico, crisi di pianto e somatizzazioni.

Come affrontare l’ansia da perfezionismo?

Allenati a sbagliare! Inserisci nella tua routine quotidiana un momento in cui, volontariamente, inserire degli errori in quello che stai studiando. Così facendo imparerai a regolare le tue reazioni di fronte agli sbagli e acquisirai un controllo maggiore su eventuali errori che ti capiterà di commettere in futuro.

Evitare (e confermare di essere impreparati)

Che si sia spinti dal perfezionismo o dall’ansia per l’eventualità di fare brutta figura e bloccarsi durante l’esame, il “salto dell’appello” è uno sport frequentemente praticato dagli studenti universitari.

L’idea che tanto ci possa essere un’ulteriore possibilità tranquillizza apparentemente gli studenti che potranno così placare la propria ansia e paura di essere impreparati, convincendosi che arriveranno all’appello successivo con maggiore sicurezza.

Ma funziona?

Niente affatto.

L’evitamento è una dei tentativi di liberarsi dell’ansia più messi in atto in assoluto. I suoi effetti sono però controproducenti.

Più evitiamo, infatti, e più ci stiamo confermando di non essere in grado di affrontare la situazione che ci crea ansia. Questo farà sì che all’appello successivo non ci sentiremo affatto più pronti.

Che fare quindi?

Evita di evitare!

Anche se non ti senti sufficientemente pronto per l’appello imminente, mettiti alla prova. Piuttosto, rifiuta il voto. Non vedere il brutto voto come un fallimento, ma come l’occasione di imparare dove e cosa puoi migliorare.

Se invece eviti per paura di bloccarti, arrossire, balbettare, quello che puoi fare è “dichiarare il tuo perturbante segreto”.

Cosa significa?

Se sei una persona che, in situazioni di ansia, tende ad arrossire o balbettare quando interrogata, fallo presente al tuo esaminatore! Negare le proprie fragilità le rende ingestibili, mentre dichiararle farà in modo di annullare i loro effetti negativi.

Parlare sempre e solo della tua ansia

Se stai cercando di placare la tua ansia da esami sfogandoti costantemente con chi ti circonda, sappi che ti stai dando la zappa sui piedi da solo!

Sfogarsi fa sentire la persona in ansia apparentemente svuotata dalla tensione. In realtà, prova a farci caso, l’effetto è opposto.

Lo sfogo funziona con l’ansia come un fertilizzante per una pianta infestante: la fa crescere e prendere più spazio di quanto meriterebbe!

Se ti sei reso conto che effettivamente ami parlare di quanto sei in ansia, ecco l’indicazione giusta per te: la congiura del silenzio.

D’ora in poi parla di qualsiasi argomento con chiunque tu voglia, tranne che della tua ansia per gli esami!

Buttando la tua ansia fuori di te stai delegando agli altri la gestione della stessa. È invece di imparare a gestirla, e non a subirla.

Se ritieni di avere bisogno di un aiuto in più, prendi in considerazione l’idea di chiedere aiuto ad un professionista!

Ogni martedì dalle 18.00 alle 20.00, i terapeuti del nostro team One Session si rendono disponibili per degli incontri online gratuiti utilizzando la Terapia a Seduta Singola. Contattaci per maggiori inviando una email a info@onesession.it oppure visita la nostra pagina Fb OneSession.it.

Riferimenti bibliografici

Alessandro Bartoletti (2013). Lo studente strategico. Come risolvere rapidamente i problemi di studio. Firenze: Ponte delle Grazie.

 

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