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Tu e il tuo corpo siete in una relazione complicata?

Il corpo è lo strumento con cui comunichiamo e interagiamo con il mondo esterno.

Prendersene cura, significa migliorare il rapporto con gli altri, la percezione che abbiamo di noi stessi e costruire una solida identità personale.

Ognuno custodisce un immagine di sé che spesso è in disaccordo con l’immagine riflessa nello specchio.

L’accettazione del proprio corpo è un processo lungo che per alcuni di noi non ha fine, per altri si soddisfa con la realizzazione di un obiettivo.

E’ nella libertà di ciascuno di noi modellarlo e modificarlo a proprio piacimento, investire su di esso, progettarlo per ottenere ciò che vorremmo: tuttavia, dobbiamo anche imparare ad amarlo, senza pretendere che diventi ciò che non può assolutamente essere.

Avere cura del proprio aspetto, si ripercuote positivamente sulla fiducia e sull’autostima personale, apportando modifiche positive sull’umore e sulla disposizione favorevole verso l’esterno.

Sentirci belli, cambia il nostro atteggiamento, la percezione che abbiamo di noi stessi e delle nostre capacità.

Sappiamo bene che al di là di aspetti meramente genetici, tutto ciò su cui possiamo lavorare per ottenere benefici concreti sono l’attività fisica e una buona alimentazione.

Lo sport aiuta il corpo a mantenersi giovane e forte, a contrastare eventuali patologie fisiche, a migliorare la concentrazione e la memoria oltre ad ottenere un fondoschiena perfetto.

Mangiare bene stabilizza l’umore, fornisce al corpo il carburante giusto, migliora la pelle, contrasta la cellulite e ti mantiene in forma.

Cibo e sport sono due condizioni imprescindibili per stare bene. Non sto parlando necessariamente di stare a dieta, ma di prendersi cura di sé.

Cosa ti impedisce di farlo?

Spesso utilizziamo delle scorciatoie che pensiamo saranno risolutive:

  • Digiunare
  • Vomitare
  • Fare attività fisica esagerata
  • Usare condotte compensative come i lassativi
  • Restringere l’alimentazione

Non è così.

Al contrario mantengono il nostro rapporto complicato con il cibo senza farci raggiungere i risultati sperati.

Per esempio, se vomitiamo, pensiamo di aver trovato la strategia giusta per mangiare e al contempo non prendere peso: crea in realtà un circolo vizioso dal quale sarà difficile uscire.

Quali sono le tentate soluzioni più comuni nella ricerca di un equilibrio alimentare?

 

1. La trasgressione:

«Niente è piu’ irresistibile di un divieto da trasgredire» O. Wilde

Spesso ci imponiamo divieti assoluti verso alcuni cibi. Più ce li vietiamo però, più in realtà li desideriamo. Finiamo per cedere alla tentazione, eccedendo.

 2. Una lotta continua:

Facciamo sport a livelli estremi per consumare più di quanto mangiamo. Questa errata convinzione fa si che si sviluppi una vera e propria ossessione che ci porta a risultati contrari: più incrementiamo l’attività fisica e più abbiamo fame; di conseguenza per smaltire dovremmo ulteriormente incrementare l’attività fisica. E’ un tunnel da cui non usciamo se non smettendo e ingrassando.

3. Scorciatoie:

Stare a dieta è stancante, così cerchiamo degli escamotage.

Pensiamo di non essere in grado di stare a dieta oppure che sia troppo lungo come percorso e poco sostenibile e finiamo per affidarci a “metodi alternativi” come farmaci, sostanze miracolose e coì via. Deleghiamo ad altro il nostro successo.

Non esiste “pillola magica” in grado di sostituirsi a noi e alla nostra forza d’animo.

Primi piccoli passi

1. Ritagliati del tempo:

La vita di tutti i giorni lascia poco tempo per dedicarci a noi stessi.

Ritagliati dei momenti tutti i giorni in cui decidi di compiere un gesto d’amore nei tuoi confronti, una piccola coccola per te stesso, che sia un buon libro, una passeggiata o una maschera per il viso.

2. Lasciati andare alla fantasia:

Soffermati volontariamente sul piacere che deriva dal cibo, accarezzandolo prima con la mente e poi con il corpo. L’immaginazione è un mezzo potentissimo da cui spesso dimentichiamo di attingere.

Per cinque lunghi minuti, immergiti e immagina cosa vorresti mangiare in quella giornata.

3. Impara a controllarti, lasciandoti andare:

Mangia ciò che vuoi, senza pretendere alcuna forma di controllo sul cibo. Impara a concedertelo, all’interno dei tre pasti principali.

 

 

Se pensi di aver bisogno di un supporto in più, puoi rivolgerti a un professionista.

 

La Terapia a Seduta Singola può aiutarti anche in un solo incontro con lo psicologo perché ti permette di eliminare i comportamenti che mantengono in vita il problema e ottenere concreti benefici.

 

Sei interessato alla Terapia a Seduta Singola? Puoi rivolgerti ai nostri psicologi e psicoterapeuti, disponibili ogni martedì dalle 18.00 alle 20.00, per una consulenza gratuita online.

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Dott.ssa Beatrice Pavoni

 

Bibliografia:

Nardone, G (2007) La Dieta Paradossale: sciogliere i blocchi psicologici che impediscono di dimagrire e mantenersi in forma, Ponte delle Grazie

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