Come uscire dall’autosabotaggio
Hai mai sentito parlare di autosabotaggio?
Ti è mai capitato di sapere di essere preparato/a per un esame, ma non andare a sostenere la prova? Che ti piacesse un ragazzo o una ragazza, ma per evitare di prendere un palo non chiedergli/le di uscire?
In questi casi ti stai autosabotando.
Infatti, sarà più probabile che passerai l’esame se ti presenterai il giorno dell’appello oppure se non ti presenterai? Sarà più probabile che quel ragazzo o quella ragazza che ti piace uscirà con te se glielo chiedi oppure se non lo fai?
L’autosabotaggio non si sceglie consapevolmente, è guidato dalla paura di fallire, di non essere all’altezza, di cambiare e uscire dalla tua zona di comfort. Spesso poi chi tende ad autosabotarsi ripete questo comportamento nel corso della sua vita. Ad esempio chi a scuola non interveniva rispondendo a una domanda pur essendo preparato probabilmente oggi non presenta il proprio progetto al capo pur sapendo di aver fatto un buon lavoro. Si rimane quindi spesso intrappolati nell’autosabotaggio se non si lavora su di esso a livello psicologico.
Come detto spesso l’autosabotaggio deriva da un’insicurezza di fondo che, se ignorata e non gestita, ti può portare a non intervenire nella tua vita, a rimanere fermo/a nelle tue certezze, senza rischiare, ma anche senza progredire e raggiungere il tuo vero potenziale e la tua piena felicità.
Intervengono spesso anche l’ansia e il perfezionismo. La prima alimenta la tua insicurezza e paura del fallimento, il secondo ti porta a voler fare tutto al meglio, ma anche a non agire in caso tu ritenga di non aver raggiunto un sufficiente livello nel compito che stai svolgendo. Come nel caso di non presentarsi all’esame se si ritiene di non essere sufficientemente preparati.
Tecnica paradossale per avere consapevolezza di sé
La paura di fallire è normale, ci attiva e motiva, è quindi molto utile nella nostra vita. Ma quando diventa predominante porta a pensare che un evento negativo sia inevitabile e spesso blocca l’azione. L’insicurezza e la scarsa autostima aumentano la paura di fallire e con essa l’ansia di agire. Le tecniche paradossali sono molto usate nelle Terapie Brevi. Una di queste permette alla persona di creare consapevolezza in sé stessa, diminuendo l’autosabotaggio. In questa tecnica si scrivono su un foglio, ogni mattina, le occupazioni della giornata. A fianco ad esse si riportano poi tutte le azioni che potresti fare in quella circostanza che ti mostrano come insicuro/a o incapace ai tuoi occhi. Ad esempio, se dovrai studiare per un esame dovrai segnare tutte le cose che ti faranno pensare di non essere in grado si studiare, come il non riuscire a ripetere o a ricordare quanto letto. Poi vivrai la tua giornata normalmente e solo la sera riprenderai il foglio e metterai una crocetta su tutte le azioni che hai effettivamente svolto.
Questo permette di renderti conto che le crocette che metterai saranno meno di quanto ti saresti aspettato/a, generando la consapevolezza di essere più efficace di quanto credevi. Questa nuova fiducia in te stesso/a eviterà l’autosabotaggio.
Tecnica paradossale per agire invece che attendere
Vediamo ora una tecnica molto utile nell’autosabotaggio soprattutto in caso tu tenda a procrastinare o se sei bloccato dall’idea di dover svolgere un compito necessariamente al meglio (perfezionismo). Anche questa è una tecnica paradossale. Essa consiste nello studiare o lavorare solamente in un periodo definito, ad esempio un’ora, al di fuori del quale non dovrai assolutamente studiare o lavorare. Spesso, infatti, si pretende di studiare 6 o 8 ore al giorno o anche 5, ma non si riesce neanche ad iniziare perdendosi in piccole attività o distraendosi con il telefono. Ti è mai capitato? Scegli quindi un’ora al giorno, quella in cui pensi di essere più produttivo/a e studia solamente in quel lasso di tempo. Spesso chi prova questa tecnica riesce a sbloccarsi: infatti l’idea di avere a disposizione solo quello spazio di tempo rende più efficienti e meno spaventati dalla fatica e dalla quantità di nozioni che invece si ritiene di dover programmare in 5 ore di studio.
Lo stesso vale se sei bloccato in un progetto di lavoro da svolgere, magari hai programmato alla perfezione le tempistiche e le modalità con cui farlo, ma hai più pensato che agito. Anche in questo caso darti un piccolo tempo per lavorare, che gradualmente potrai aumentare, può aiutarti ad essere molto più efficiente.
Se vuoi superare la procrastinazione, lavorare sulla fiducia in te stesso/a e interrompere l’autosabotaggio puoi contattarci per una Seduta Singola (clicca qui). La nostra porta è sempre aperta.
