Il paradosso della scelta. Quando tante opzioni ci bloccano
Ti sarà sicuramente capitato di rimanere incastrato nel “paradosso della scelta”. Scopriamo in questo articolo cos’è è come liberarci da questa trappola.
Cosa fa una persona indecisa e cosa la aiuta a rimanere indecisa
Ho difficoltà con decisioni semplici, della vita di tutti i giorni, come scegliere in quale locale andare con gli amici la sera. Spesso rimango intrappolato/a in circoli viziosi di pensiero senza via d’uscita. Parto infatti da una domanda, cerco di dare una risposta, ma la risposta non fa altro che generare una nuova domanda.
Questo è proprio uno degli effetti più comuni del paradosso della scelta.
Ti è mai successo?!
Se hai difficoltà a prendere decisioni sicuramente avrai provato piccole strategie.
Ad esempio in una pizzeria con un menù infinito, lo avrai sicuramente studiato minuziosamente fino a che tutti gli altri avevano già deciso e al cameriere, tornato per la terza volta, avrai ordinato “Una Margherita, grazie”. Quando abbiamo troppe opzioni, come nel paradosso della scelta, finiamo spesso per scegliere la soluzione più semplice o già conosciuta.. Un altro modo “classico” per risolvere il problema della pizza da scegliere o del locale dove andare con amici è quello di delegare quella decisione ad altri, come gli amici stessi, o al partner, o ai genitori…
Ma magari ti sei anche reso/a conto che sia se “scegli” in questo modo sia se lasci scegliere ad altri non sei soddisfatto/a. Né tantomeno lo sei quando eviti di prendere quella decisione ragionando per moltissimo tempo senza riuscire a passare all’azione.
In realtà spesso uno dei problemi principali di chi rimane bloccato nell’indecisione è temere le conseguenze del prendere una decisione svantaggiosa (come accenna anche Nardone nel suo libro La paura delle decisioni).
Tutti gli scenari appena descritti non fanno altro che mantenere e aggravare il problema (Tentate Soluzioni Disfunzionali) rendendo la persona sempre più indecisa e insicura. Vediamo ora le strategie utizzate nella Psicoterapia Breve Sistemico Strategica.
Tecnica per l’indecisione cronica
La tecnica più utilizzata per sbloccare l’indecisione è la Tecnica della Monetina. Si lancia una monetina ogni volta che si deve prendere una decisione: a seconda di cosa “esce”, prendere la scelta corrispondente. Può sembrare una strategia banale, ma ha diversi effetti profondi poco evidenti.
Questa tecnica ti permetterà da un lato di evitare di ragionare per moltissimo tempo senza riuscire a passare all’azione e dall’altro ti permetterà di apprendere man mano processi di decisione più rapidi ed efficienti e, ancora, di apprendere che, anche se sbagliassi decisione, le conseguenze non sono poi così catastrofiche come te le aspettavi e che riesci invece a fronteggiarle. Infatti, di fronte a una scelta affidata al caso (alla moneta) si tende a ridimensionare la difficoltà della scelta e la paura di prendere la decisione sbagliata.
E per difficili decisioni…
Se invece ti trovi davanti a una scelta difficile (ad esempio di carriera o relazionale) vengono utilizzate nella Terapia Breve Strategica e nella Terapia a Seduta Singola delle particolari applicazioni della Miracle Question. Nella prima di queste una persona indecisa tra due opzioni è guidata nell’immaginazione dei due scenari possibili: in un futuro dove avrà preso l’una o l’altra scelta. Ad esempio una persona indecisa tra iniziare la magistrale all’università oppure terminare il percorso di studi, può immaginare il suo futuro dapprima come sarebbe se proseguisse il suo percorso accademico e poi il futuro in cui non lo proseguirà. Lo stesso può valere per decisioni in ambito sentimentale, ad esempio rimanere in una relazione o meno. Ciò permette di creare consapevolezza e comprendere quale scelta si desidera perseguire.
Un altro modo in cui viene utilizzata la Miracle Question per l’indecisione è quello di far immaginare alla persona lo scenario futuro in cui avrà già preso la decisione, anche se non sa ancora attualmente
quale essa sarà. Spesso durante l’immaginazione guidata, o a posteriori, la persona comprende quale decisione intende prendere.
Infine si può chiedere alla persona di identificare quali saranno i primi indizi che le diranno quale sia la giusta decisione per lei. Così da direzionarla verso quelle particolarità che le faranno comprendere qual è la strada che vuole intraprendere. Ad esempio uno studente indeciso sul cambiare o meno la facoltà, potrebbe trovare un indizio di aver preso la giusta decisione nel fatto di tornare a casa, dopo le lezioni, felice e soddisfatto. Questo può crearere in lui la consapevolezza da un lato, che è già soddisfatto attualmente o, al contrario, che lo sarebbe di più in una facoltà differente.
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Riferimenti bibliografici
Hoyt, M. F. (Ed.). (1998). Constructive Therapies V2 (Vol. 2). Guilford Press.
Nardone, G. (2014). La paura delle decisioni. Come costruire il coraggio di scegliere per sé e per gli altri. Milano: Ponte alle Grazie.

Come prendere una decisione?
Ti sei mai chiesto come prendere una decisione?
Prendere decisioni è qualcosa che tutti fanno e hanno fatto nella vita, eppure questo non lo rende più facile.
C’è chi ha paura delle conseguenze.
Chi si trova a dover scegliere tra opzioni ugualmente positive o, peggio, ugualmente negative.
E infine c’è chi, dovendo prendere una decisione, si trova in una situazione talmente complessa da non riuscire a capire che cosa vuole davvero.
Le possibilità sono pressoché infinite.
Ma allora cosa possiamo fare? Come si può prendere una decisione?
Facciamo un po’ di chiarezza
La prima cosa da fare è distinguere tra decisioni difficili, decisioni critiche e decisioni complesse.
Le decisioni difficili sono quelle che, oltre ai ricercati risultati positivi, comportano anche delle conseguenze negative.
La difficoltà della scelta, in questo caso, è data proprio dalle emozioni suscitate da queste conseguenze indirette.
Le decisioni critiche sono, invece, quelle in cui ci si trova di fronte a diverse possibilità, tutte positive o negative, e la difficoltà consiste proprio nel capire quale sia la scelta più vantaggiosa, o, nel secondo caso, la meno svantaggiosa!
Infine le decisioni complesse sono quelle che comportano molteplici ragionamenti logici ed organizzativi.
In questi casi è proprio l’intricato processo del ragionamento che rischia di intrappolare la persona in un labirinto d’interrogativi, in cui ogni risposta porta una nuova domanda.
Quindi, cosa fare?
La prima cosa da fare è identificare ed evitare tutti quei comportamenti che, se in un primo momento sembrano aiutarci nel decidere, in realtà poi ci rinchiudono in un labirinto di dubbi e continue domande.
Per esempio, come abbiamo detto, quando ci si trova di fronte ad una decisione difficile, la difficoltà è data dalle conseguenze indirette della scelta e, in particolare, dalle emozioni che queste fanno emergere.
Uno degli errori più comuni, in questi casi, è il tentativo di controllare il processo decisionale, che porterà la persona a cercare di controllare anche gli eventi e le persone coinvolte, spesso in modo ossessivo.
Un tentativo che risulterà fallimentare perché si scontrerà, inevitabilmente, con l’oggettiva difficoltà di poter controllare tutto e tutti, portando la persona a cadere preda dei dubbi e dell’incertezza.
Diversamente, invece, di fronte ad una decisione critica, la difficoltà è quella di capire quale azione sia la più vantaggiosa tra i vari scenari positivi possibili.
In questi casi l’errore comune porta la persona a ripercorrere ripetutamente tutte le fasi del processo decisionale con il rischio innescare un circolo vizioso, in cui si ricontrolla compulsivamente ogni passaggio, senza mai arrivare a prendere una decisione.
Nell’ultimo caso, infine, di fronte ad una decisione complessa la difficoltà è data proprio dal districarsi nei ragionamenti logici.
In queste situazioni il soggetto è portato a ricercare continue spiegazioni e valutazioni oggettive, con il rischio di ritrovarsi invischiati in una compulsione mentale che genera continui dubbi sulla validità della decisione presa.
Il tentativo di controllo ossessivo, la revisione compulsiva ed il rimuginio continuo sono i tre comportamenti disfunzionali che rischiano di intrappolarci in un labirinto di domande e dubbi dal quale può essere difficile uscire.
Conclusioni
Identificare il tipo di decisione da prendere e le tentate soluzioni disfunzionali ti permetterà di gestire il processo decisionale in maniera più serena e ti eviterà di cadere nei tranelli tipici di queste situazioni.
Qualunque sia la tua scelta, infine, ricorda che nessuna è definitiva e che ci sarà sempre modo di modificare il tuo percorso di vita.
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Riferimenti bibliografici
Bohart, A. C. & Tallman, K. (1999). How Clients Make Therapy Work: The Process of Active Self-Healing. Washington, DC: American Psychological Association.
Nardone, G. (2014). La paura delle decisioni. Come costruire il coraggio di scegliere per sé e per gli altri. Milano: Ponte alle Grazie.
Nardone, G., De Santis, C. (2011). Cogito ergo soffro. Quando pensare troppo fa male. Milano: Ponte alle Grazie
Nardone G.(2014). La paura di decidere. Milano. Ponte alle Grazie
https://www.lostudiodellopsicologo.it/ossessioni/come-smettere-di-pensare-e-prendere-una-decisione/ (Consultato in data 09/09/2021)
https://www.lostudiodellopsicologo.it/ossessioni/quando-laltro-ha-gia-deciso-prendere-decisioni-importanti-a-fronte-delle-decisioni-altrui/ (Consultato in data 09/09/2021)
