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Quando non riesci a decidere: come uscire dalla paralisi delle scelte

Chi non ha mai titubato di fronte ad una scelta importante, vivendo una paralisi delle scelte?

O non si è mai ripetuto : “Adesso non me la sento, non sono in condizione di poter decidere”?

Quante volte hai pensato: “E se poi sbaglio?”

Attraverso le nostre decisioni, le nostre scelte, ci rendiamo artefici del nostro destino e da questa responsabilità (a volte grande) derivano le paure più comuni e diffuse connesse all’atto di scegliere.

Ogni giorno prendiamo decisioni, dalle più banali alle più complesse: dal momento in cui decidiamo di alzarci al mattino, fino a quando scegliamo di andare a dormire. Eppure, nonostante l’allenamento quotidiano, alcune scelte ci paralizzano, ci bloccano, ci spingono a procrastinare e a vivere uno stato di ansia costante.

Perché accade? Perché alcune decisioni diventano così difficili da sembrare insormontabili?

Le paure più comuni dietro l’indecisione

Dietro la difficoltà di decidere si nascondono paure diverse, tra cui alcune molto comuni:

La paura di rinunciare: ogni scelta implica lasciare indietro qualcosa. Temere di perdere l’equilibrio faticosamente conquistato porta a resistere al cambiamento, a non esplorare nuove possibilità.

La paura di sbagliare: “Scelgo A o scelgo B? È meglio agire o restare fermo?”. L’idea di fare la scelta “sbagliata” può diventare così paralizzante da portare a non scegliere affatto, perdendo così l’occasione di apprendere e crescere.

La paura di non essere all’altezza: soprattutto in ambito lavorativo o genitoriale, ci si chiede se si sarà capaci di sostenere il peso della decisione. Questa paura, strettamente legata all’autostima, spinge ad analizzare all’infinito le opzioni, ritardando qualsiasi azione.

Il timore del giudizio altrui: alcune volte ciò che blocca non è la decisione in sé, ma la paura delle reazioni degli altri – di non essere compresi, accettati o amati.

La paura di sbagliare è forse la paura più diffusa nell’ambito dei processi decisionali e più si ricoprono ruoli di grande responsabilità (lavorativa, ma non solo, pensiamo alla paura di sbagliare connessa al ruolo genitoriale), più questa paura può divenire intensa e quanto mai stressante, aumentando il rischio di resa proprio a causa del forte stress percepito.

Sebbene siano tra le più diffuse, non sono solamente queste le paure dietro l’atto di scegliere: a volte a bloccarci sono le aspettative altrui, la paura di essere rifiutati dalla società alla quale desideriamo appartenere, la paura di non essere più amati compiendo determinate scelte, o la paura di esporci al giudizio altrui.

Le tentate soluzioni che la persona generalmente mette in atto per cercare di fronteggiare le paure connesse ai processi decisionali e di scelta, non sempre contribuiscono a contenere queste paure: al contrario, nella maggior parte dei casi, le mantengono o addirittura le alimentano.

Le trappole dell’evitamento: costruisci ciò che poi subisci

Le soluzioni che mettiamo in atto per ridurre la paura finiscono spesso per rinforzarla: è proprio così che nasce e si mantiene la paralisi delle scelte.

Da un lato, sul piano dell’agire, il rimandare e l’evitare le scelte, delegare e chiedere continue rassicurazioni, consolidano l’idea che scegliere è pericoloso e che la persona da sola non riesce. Dall’altro lato, quello del pensare, analizzare eccessivamente, ricorrere alla logica razionale anche per problemi che hanno evidenti risvolti e componenti emotive, bloccano la persona in un vero e proprio vicolo cieco.

Rimandare o evitare le decisioni rafforza l’idea che “decidere è pericoloso”.

Delegare o chiedere continue rassicurazioni alimenta la convinzione di non essere capaci.

Analizzare all’eccesso e affidarsi solo alla logica, anche quando in gioco ci sono emozioni, porta in un vicolo cieco: in questi modi la persona costruisce le stesse catene che poi la imprigionano.

Come uscire dalla paralisi delle scelte?

1) Prendere decisioni costruisce sicurezza (e non il contrario)

Molti aspettano di sentirsi sicuri prima di prendere una decisione, come se la sicurezza fosse un requisito da raggiungere in anticipo. In realtà è l’opposto: è proprio l’atto di decidere, nonostante i dubbi e le incertezze, che costruisce sicurezza e rafforza l’autostima.

Ogni volta che scegli, dimostri a te stesso di potercela fare. La prontezza non nasce dall’attesa, ma dall’azione. Se resti fermo, rimani insicuro; se decidi, inizi a sentirti capace.

2) Come potresti peggiorare ulteriormente le tue giornate?

Nella quotidianità, procrastinare e rimandare continuamente delle decisioni che dobbiamo prendere, generalmente si associa ad un aumento di tensione e di stress percepito, perché di fatto quelle scelte rimangono li, pendono sulle nostre teste come una spada di Damocle.

Ogni giorno, in particolare ogni mattina, prova a scrivere tutti i modi in cui potresti peggiorare, far andare male la tua giornata, verificando la sera se e quali di questi comportamenti hai messo in atto. Questo tipo di strategia potrà aiutarti ad individuare tutti i comportamenti disfunzionali che magari già stai agendo o che potresti agire, diminuendo quindi la probabilità di metterli e rimetterli in atto.

3) Procedi per piccoli passi: stila la tua top ten delle scelte

Non tutte le scelte hanno lo stesso peso. Per allenare la capacità di decidere, comincia da quelle più piccole, meno spaventose.

“Se vuoi vedere, impara ad agire” affermava Heinz von Foerster, uno dei padri della cibernetica e figura di spicco dell’epistemologia costruttivista. Ciò significa che per imparare a prendere delle decisioni, non possiamo agire prima sui nostri pensieri ma dobbiamo agire prioritariamente sui nostri comportamenti.

Un modo efficace per “allenare” questa capacità potrebbe essere quello di partire da decisioni piccoline, che ti coinvolgono meno da un punto di vista emotivo. Prova allora a stilare una lista di decisioni che devi prendere. Poi ordinale partendo da quella che ti spaventa meno a quella che ti spaventa di più. Ogni giorno prendi una decisione presente nella lista, partendo da quella che ti spaventa meno.

Conclusione

La paura delle decisioni è diffusa e comprensibile, ma non è un ostacolo insormontabile. Attraverso piccoli passi, strategie mirate e soprattutto l’atto stesso del decidere, è possibile trasformare i momenti di scelta da fonte di ansia a opportunità di crescita ed evoluzione.

Ricorda: la paralisi delle scelte non è un destino, ma un meccanismo che puoi superare con piccoli passi concreti.

Se senti il bisogno di un aiuto professionale, puoi chiedere aiuto a One Session (Clicca qui)

Riferimenti bibliografici

Nardone, G. (2014). La paura delle decisioni. Milano: Ponte alle Grazie.

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