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La nascita di un figlio

Che c’è di più bello al mondo dell’avere un figlio? Allo stesso tempo, però, cosa c’è di più complesso dell’adattarsi alla venuta di un figlio? All’interno di un solo articolo, forse non riuscirò a spiegarti tutti i meccanismi psicologici ed emotivi sottesi a questo evento. Eppure ti assicuro che sono molti i cambiamenti che vivono una neomamma e un neopapà. Non solo: un figlio porterà con sé importanti mutamenti anche nella coppia genitoriale.Analizziamone i principali.

Quello che le mamme non nascondono

Due fattori caratterizzano l’impatto emotivo e psicologico della nascita di un figlio su una madre: la desiderabilità del bambino e la capacità di adattamento al nascituro.

Supponiamo che il figlio sia desiderato e voluto. Normalmente una madre sentirà un senso di appagamento alla sua nascita, ma al contempo diambivalenza emotiva nei suoi confronti. Appagamento perché, al vedere il figlio per la prima volta, una donna si renderà conto di essere diventata davvero “madre”. Dopo mesi passati soltanto a immaginare il bambino, ecco che l’avrà lì davanti a sé, in carne e ossa! E come piange!

Ambivalenza emotiva, invece, perché una neomamma dovrà adesso adattarsi a un nuovo tipo di rapporto. Fino a poco prima della nascita, infatti, la donna viveva con il proprio figlio un rapporto intimo e privato: lo portava, ovvero, nel proprio grembo, lo sentiva parte di sé. Vederlo “fuori di sé” la scombussolerà non poco: dovrà adattarsi al percepirlo come un essere a sé stante, diverso. La neomamma dovrà, in definitiva, cambiare le priorità della sua vita: dal momento della nascita, il figlio dipenderà da lei in tutto e ogni cosa dovrà essere fatta per soddisfare le sue necessità.

Finché la donna non avrà trovato un equilibrio in questo nuovo rapporto col figlio, e non lo accetterà come “diverso da sé”, l’ambivalenza emotiva nei suoi confronti sarà inevitabile. Sembra niente, ma è proprio dal mancato adattamento alla nuova situazione, che possono generarsi molte sofferenze psicologiche. Per citartene solo alcune: depressione, sensazioni di inadeguatezza e di colpa, in certi casi addirittura trascuratezza o rifiuto totale del figlio.

“Mamma, ho bisogno di papà!”

Per capire bene la situazione del neopapà, ti propongo una metafora calcistica. E’ come se la donna fosse in campo dall’inizio alla fine della partita, mentre l’uomo è costretto a giocare solo i primi minuti, per poi stare in panchina finché la partita (la gravidanza) non sarà finita. E allora qual è il suo ruolo? Incitare! Incoraggiare! Sostenere la donna in questo suo lungo viaggio di nove mesi!

Il padre, comunque, dopo il taglio del cordone ombelicale, si inserirà a tutti gli effetti all’interno di quella relazione madre-bambino fino ad allora esclusiva. All’inizio, tuttavia, il rapporto padre-figlio, non sarà così intimo e simbiotico come quello madre-figlio. Nei primi mesi, il ruolo del padre è, in un certo senso, di supporto alla relazione madre-bambino, nella speranza di inserirsi quanto prima tra di loro.

Sarà lui, peraltro, che si occuperà delle cose pratiche, come l’iscrizione all’anagrafe, nell’attesa di trasformare la relazione madre-figlio in una relazione madre-figlio-padre, fondamentale per la crescita del bambino. Il padre giocherà in futuro, infatti, un ruolo vitale nel consentire al figlio di “separarsi” dalla madre e avviarsi, gradualmente, verso la vita adulta.

Il neopapà, di conseguenza, vive più psicologicamente, che fisicamente, la nascita di un figlio. Anche per lui, però, l’adattamento non sarà facile. Nel neopapà, non a caso, subentrano spesso sentimenti di esclusione, estraneità, persino depressione, qualora trovasse difficoltà ad abbracciare questa nuova dimensione del vivere. La nascita di un figlio rappresenta una grande ondata di emozioni e cambiamenti per la sua vita, cui a poco a poco dovrà anche lui adattarvisi.

Donna: non ti riconosco più, uomo

Stai pensando se tutto ciò di cui ti ho parlato può influenzare la vita di coppia? Enormemente! La relazione d’amore tra un uomo e una donna cambia radicalmente con la nascita di un figlio. Tutti i cambiamenti fisici, psicologici e relazionali, cioè, incideranno nella coppia che, al contempo, dovrà adattarsi anch’essa all’arrivo di un “estraneo”. Questo perché il figlio assorbirà molte delle energie e dell’attenzione sia del padre che della madre, specialmente nei primi mesi di vita.

Ci sono coppie il cui sodalizio è tale che l’adattamento alla nuova vita sarà quasi immediato. Altre, invece, avranno bisogno di un sostegno esterno, per riuscirci. Il rischio di cadere in atteggiamenti negativi, di rattristirsi in sentimenti di gelosia (più o meno coscienti) o di esclusione, è sempre dietro l’angolo. Sostegno psicologico di cui si avrà la necessità anche qualora soltanto uno dei due, padre o madre che sia, non sarà in grado di adattarsi alla nascita del figlio.

Qualsiasi evento, pertanto, potrà minare, oltre che la salute psicologica del singolo genitore, anche la salubrità della relazione uomo-donna. Per la coppia la nascita di un figlio è come essere investiti da un’ondata di novità talmente elevata, da cui è difficile ridestarsi subito. La soluzione ideale sarà trovare la strada giusta per accedere a una relazione di coppia che, al suo interno, dia il benvenuto all’immensa gioia e consapevolezza dell’aver messo al mondo un figlio.

Bibliografia

 

Marinopoulos, S. (2008). Nell’intimo delle madri: luci e ombre della maternità, Feltrinelli, Milano.

Volta, A. (2012). Mi è nato un papà: anche i padri aspettano un figlio, Feltrinelli, Milano.

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