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Paura del fallimento: ciò che non mi uccide, mi fortifica?

E’ tutto pronto per la partenza. Sei in prima fila e potrebbe essere la gara della tua vita: qualora riuscissi a vincerla, ti consacreresti campione del mondo. I semafori si accendono, manca poco al via, ma all’improvviso sei assalito dai dubbi: “E se non riuscissi a portare a termine la gara? e se non arrivassi primo? quale tremenda delusione sarà! No, no, meglio rinunciare e non partire, piuttosto che correre il rischio di perdere!”. E così, alla fine rimani fermo sulla griglia di partenza, senza nemmeno partecipare a quella che poteva essere davvero la gara della tua vita.

Quello che ti ho appena descritto ha un nome: paura del fallimento. E’ un tipo di paura che attanaglia la mente, la blocca e la immobilizza di fronte a qualsiasi prova dell’esistenza.

So già che non raggiungerò l’obiettivo

La paura del fallimento è quel pensiero debilitante e ricorrente che subentra in tutti coloro che hanno paura di non riuscire a realizzare qualcosa. La persona interessata, per il solo timore di fallire, interrompe qualsiasi azione sia destinata al raggiungimento dei propri obiettivi. La paura di non riuscire è così tanta, che alcune volte finisce persino per non provarci nemmeno!

La paura di fallire implica importanti stravolgimenti dal punto di vista psicologico. Oltre all’immobilizzazione nei confronti della vita e delle scelte che si operano, crea dentro la persona un profondo senso di sfiducia. Quest’ultimo, a lungo andare, determinerà una considerevole disistima nelle proprie capacità, un giudizio negativo di sé e una profonda sensazione di disfatta di fronte a qualsiasi scelta ci sarà da compiere.

Ci sono alcuni precisi sintomi della paura del fallimento tra cui, oltre la bassa autostima e fiducia (“Non sarò mai capace di superare questo esame”), il rifiuto categorico a provare esperienze nuove, il procrastinare e la tendenza al perfezionismo (“Non riuscirò mai a fare quella cosa come vorrei, per cui non ci provo nemmeno”).

Con queste caratteristiche, il circolo vizioso della paura di fallire inibirà la persona in ogni campo della vita, da quello lavorativo a quello sociale. Piuttosto che dare adito a nuovi progetti, ci si accontenterà di quel che si ha, perché un eventuale fallimento della novità sarebbe una delusione troppo grande da dover digerire.

Le possibili cause: mancanza di fiducia

E’ difficile conoscere con esattezza quali possano essere, in generale, le cause della paura di fallire.
Dall’esperienza clinica se ne possono ricavare alcune più frequenti. Partendo dall’esperienza più precoce, una delle possibili è l’aver avuto genitori critici e poco supportivi.

I genitori critici non supportano né incoraggiano il proprio figlio nel raggiungimento degli obiettivi (qualunque essi siano, dal più semplice al più complesso). Ciò vuol dire che, spesso, si sostituiscono a lui nelle scelte, lo umiliano in pubblico (anche solo verbalmente) e non riconoscono né apprezzano i traguardi da lui raggiunti. Questo comportamento genitoriale, messo in atto spesso in modo inconsapevole, crea nel bambino un sentimento negativo, di sfiducia e di scarsa autostima nelle proprie capacità.  Sensazioni che lui si porterà dietro anche da adulto, il ché, nel migliore dei casi, alimenterà la vera e propria paura del fallimento.

Un’altra possibile causa del timore di fallire è l’aver vissuto un evento traumatico.
Con evento traumatico si intende un’esperienza particolarmente dolorosa o umiliante che ha segnato la nostra vita. Un’esperienza traumatica, nell’ambito del fallimento, potrebbe essere, ad esempio, l’aver fatto una pessima figura in pubblico, durante una presentazione, oppure l’aver ricevuto un’importante umiliazione durante una prestazione sportiva.
La persona, scottata dalle emozioni negative vissute, sarà portata a evitare qualsiasi situazione che le ricorderà quella originaria, pur di non rischiare di riprovare le stesse sensazioni negative.

Fallimento: ciò che non mi uccide, mi fortifica!

Qualunque sia la tua storia personale, a tutto c’è un rimedio! Devi solo provare a vedere il fallimento in maniera non del tutto negativa, ma come un’occasione di crescita e di apprendimento. Vedendolo sotto questa prospettiva, esso potrà farti meno timore.

La paura di fallire, infatti, fa parte della vita di tutti: chiunque si è confrontato con una qualche forma di fallimento, prima di arrivare alla vita adulta. Vuoi per un amore non corrisposto, vuoi per un lavoro andato male o per una semplice amicizia interrotta. Il fallimento è, in fin dei conti, un modo per imparare dall’esperienza, per fortificarci e diventare adulti più sani e coraggiosi. Rinunciare a priori è, invece, indice di malessere.

Per alleviare la tua paura di fallire, quando hai di fronte un obiettivo che vuoi raggiungere, prima di rinunciare del tutto ai tuoi propositi, prova a seguire questi semplici consigli.

Innanzitutto, cambia il tuo punto di vista sul fallimento, come sopra ti ho suggerito di fare. In seguito, analizza tutte le conseguenze possibili che la tua azione potrà avere (a volte è la paura dell’ignoto che fa più timore, piuttosto che il fallimento in sé). Impara quindi a pensare positivo e datti fiducia, magari prefigurandoti lo scenario peggiore di quello che potrà succedere (ti aiuterà ad essere più ottimista!). E infine, fai e impegnati in quello che volevi fare!

Ricorda che la paura del fallimento viene meno solo con l’esperienza. Se reputi, invece, che, nel tuo caso, il timore di fallire sia ben più radicato, affidati a un terapeuta a sessione singola: in una sola seduta potrà cambiare il tuo modo di vedere le cose, nonché sbloccare e inibire molte delle tue paure, per iniziare, così, a non aver più paura!

Bibliografia

Morschitzky, H. (2013). Vincere la paura del fallimento. Superare ansie, timori e sconfitte per tornare a guardare al futuro, Apogeo, Adria.

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