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Category Archives: Dipendenze

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4 giorni ago Dipendenze

Come affrontare la dipendenza da cocaina ed uscirne in tempi brevi?

A., è un uomo di 37 anni che vive con una compagna da cui ha avuto una figlia che oggi ha 4 anni. La loro relazione è buona e stabile. A. lavora come cuoco in un noto ristorante della sua città. In passato aveva provato ad aprire una propria attività sempre nell’ambito della ristorazione, ma ci sono state numerose complicazioni ed ora si trova con molti debiti da pagare ai fornitori e alle banche.

La chiusura dell’attività è stata per A. un durissimo colpo ed ha iniziato ad avvicinarsi alla cocaina proprio in seguito a quell’evento. Mi dice che quando fa uso di cocaina ha la sensazione di dedicarsi effettivamente a se stesso, di essere “immune” agli eventi circostanti. La cocaina per lui è un modo di interrompere il flusso dei pensieri, le emozioni, gli stati d’animo negativi e mollare tutto il resto.

Vorrebbe smettere perché si rende conto di quanto il suo consumo sia inutile, sbagliato e di quanto stia facendo soffrire la sua compagna…ma tutti i tentativi che ha fatto sono andati in fumo perché ogni volta ci è ricascato, perdendo fiducia in se stesso e nella possibilità di smettere.

Mi dice che è come se la cocaina gli servisse sia per “staccare la spina”, sia per mantenere la sua performance lavorativa. Afferma di non aver mai perso il controllo rispetto all’uso della sostanza e che non si sente un “tossico” come chi consuma eroina o altre droghe.

Prima di dirti come ho aiutato A….

…Facciamo una premessa

La cocaina è usata e diffusa nelle più varie fasce sociali e di età. Se ne fa spesso un uso pubblico e disinvolto, incontrando una valutazione “positiva” nei più diversi ambienti e contesti socioculturali.

I consumatori di cocaina, spesso, hanno la percezione che non solo la sostanza sia compatibile con la loro normale quotidianità, ma anche che essa sia una opportunità per migliorare se stessi e le proprie capacità, soprattutto a livello lavorativo. Inoltre, la cocaina può anche essere considerata come una non-droga da chi la consuma, tanto da non ritenersi un dipendente e differenziandosi nettamente da chi consuma altre sostanze.

Quindi, nell’aiutare A. ho dovuto tenere in considerazione queste premesse, che si riflettevano in lui come convinzioni (erronee) rispetto all’uso della sostanza.

4 linee guida per l’intervento in terapia

Tutte le dipendenze oltre ad avere in comune gli aspetti di tolleranza, astinenza e perdita di controllo rispetto alle aree della propria vita, sono accomunate da un unico grande fattore che spinge il consumatore ad iniziare e mantenere un comportamento di consumo: il piacere.

Il piacere è una delle sensazioni base nell’uomo, ma può anche diventare il trampolino di lancio per un disturbo e, in questo caso, una dipendenza.

Dal mio punto di vista, reputo efficaci 4 strategie per l’intervento con una persona che ha una dipendenza:

  1. diminuire il valore gratificante della sostanza e sostituire quell’esperienza di piacere (effimero) ad un’altra esperienza sana;
  2. indebolire i comportamenti che danno il calcio di avvio al consumo;
  3. potenziare il controllo sulle proprie azioni;
  4. immaginare uno scenario oltre il problema, procedendo a piccoli passi

In che modo ho aiutato A.?

Sulla base del lavoro fatto in seduta sui 4 punti appena elencati, ho inviato A. ad eseguire alcuni semplici compiti fino all’incontro successivo.

Fino al nostro prossimo incontro vorrei che tu facessi attenzione e notassi tutti i segnali della tua vita, a casa, a lavoro, nel tempo libero, che ti fanno dire che sei un gradino più in su nei prossimi giorni. Tutti quelli che noterai e che ti ricorderai, me li racconterai e questo sarà ciò che ti chiederò la prossima volta.

Oltre a questo ti chiedo di comprare un quadernino che userai nel momento in cui ti sta salendo la voglia di consumare, né prima né dopo, ma nel momento stesso in cui ti sta venendo. È molto importante per me che tu lo compili in questo modo, scrivendo data e ora, luogo, situazione specifica, persone presenti, pensieri, sintomi e reazioni. Ci servirà per capire la frequenza e l’intensità della tua voglia di consumare. Per questo ti chiedo di portarlo sempre con te ed utilizzarlo ogni volta che avrai voglia di cocaina.

Se anche tu hai un problema di dipendenza, puoi provare a fare questi semplici compiti per due settimane e dirmi come sta andando.

Se, invece, ti rendi conto di aver bisogno di un aiuto in più, puoi sempre contattare uno Psicologo formato in Terapia a Seduta Singola che può aiutarti già dopo un unico incontro.

Cerca sul nostro sito https://www.onesession.it/ il terapeuta più vicino a te (o anche online) e più adatto alle tue esigenze.

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Bibliografia

Nardone G., De Santis G. (2011). Cogito Ergo soffro. Milano: Ponte alle Grazie

Rigliano P. (2004). Piaceri drogati. Psicologia del consumo di droghe. Milano: Feltrinelli

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1 anno ago Dipendenze

Dipendenza affettiva: come uscirne?

Ti senti spesso triste ed in ansia quando sei con il tuo partner?
I tuoi bisogni passano sempre in secondo piano rispetto ai suoi?
Per evitare di litigare, accetti sempre le sue volontà?

 

Se non ti senti sicura, se ti senti spesso in ansia, se non senti di avere la libertà di esprimere le tue idee o semplicemente di essere come sei, ma allo stesso tempo non riesci a staccarti da questo partner, penso che tu non stia vivendo una relazione sana.

Quando usiamo il termine “dipendenza” pensiamo immediatamente alla dipendenza da sostanze o dal gioco d’azzardo. Esistono invece quelle dipendenze dette “senza sostanza”, che portano appunto la persona ad esser dipendente da un comportamento o da una relazione.

Sì, hai capito bene. Si può essere dipendenti anche dalle relazioni.

 

Che significa?

La mia vita senza te non ha senso”: questa è la frase pronunciata più frequentemente da chi soffre di dipendenza affettiva. È quel tipo di rapporto fusionale, simbiotico dove vi è un eccessivo investimento di emozioni e di tempo da parte di chi è dipendente per esaudire i bisogni ed i desideri dell’altro, annullando molto spesso i propri.

Nella prima fase del rapporto vi è una grande euforia data dalla relazione con il partner, che diventa motivo di benessere e di felicità.

Successivamente, proprio come accade nella dipendenza da sostanze, il partner dipendente necessiterà di “dosi” sempre maggiori dell’altro per ottenere lo stesso effetto di benessere: così, si richiede che l’altro sia presente per un tempo sempre maggiore, identificandolo come l’unica forma di piacere e gratificazione.

Infine, si arriva all’astinenza, dove è impossibile fare a meno dell’altro. In questa fase spesso si è davanti ad un bivio: scegliere fra il desiderio irrefrenabile di stare con l’altro e il bisogno della propria autonomia.

Inutile dirvi verso quale scelta si dirigerà il dipendente affettivo.

 

Come faccio a capire se sono una dipendente affettiva?

Di seguito troverai delle caratteristiche che possono aiutarti a capire se sei una dipendente affettiva. Ovviamente sono solo delle caratteristiche, che non hanno la presunzione di essere una “diagnosi” o un’etichetta, piuttosto possono darti una mano per fare chiarezza rispetto alla tua relazione.

In quali ti ritrovi?

  1. Non puoi fare a meno di stare con il tuo partner
  2. Ti senti inferiore a lui
  3. Non riesci a capire quali cose lo spingano a restare con te
  4. Sei molto gelosa
  5. Non riesci a fare le cose da sola e richiedi spesso il suo aiuto
  6. Hai difficoltà a stare sola
  7. I tuoi bisogni e desideri possono aspettare, perché prima devi soddisfare i suoi
  8. Hai paura di essere lasciata e di rimanere sola
  9. Gli perdoni bugie, tradimenti e comportamenti aggressivi pur di stare con lui
  10. Quando le tue amiche ti fanno notare che qualcosa non va, neghi l’evidenza
  11. Sei disposta a subire maltrattamenti fisici e psicologici pur di non perderlo.

Spesso chi soffre di dipendenza affettiva fa fatica a riconoscere questi segnali come un problema, ma al contrario quando ha un problema, paradossalmente, si rifugia proprio nella relazione, alimentando l’incapacità di staccarsi dal partner.

È difficile che chi vive una situazione del genere arrivi in terapia per questa difficoltà; infatti, spesso si rivolge ad uno specialista per altri tipi di problematiche come ansia, attacchi di panico, sintomi somatici, disturbi dell’umore o del sonno. Questi disturbi potrebbero, appunto, essere la punta dell’iceberg di un problema diverso.

 

 

Come uscire da una dipendenza affettiva?

Non è facile, ma posso garantirti che è possibile.

Sicuramente devi riuscire ad ammettere che la relazione che stai vivendo è una relazione disfunzionale che ti rende insicura ed infelice, prendere consapevolezza di quello che stai vivendo. Poi puoi procedere in questo modo:

  1. Osserva attentamente la situazione e comincia ad analizzarla ed a riflettere su come poterla gestire e risolvere. Crea un tuo “piano d’azione” che ti permetta giorno dopo giorno, passo dopo passo, di prenderti le tue libertà e di ritrovare la tua autonomia, anche a piccoli step. Puoi provare a fare una sorta di calendario delle libertà, dove ogni giorno segni il tuo piccolo gesto “libero” da fare completamente da sola. Scegli qualcosa che ti piace, che ti rende serena e che soprattutto condividi solo con te stessa.
  2. Potrebbe anche essere utile scrivere un diario: dai tuoi appunti, infatti, puoi riconoscere una certa ricorrenza nel modo in cui pensi e agisci, sfruttando l’occasione per diventare più consapevole rispetto a “come funzioni”.
  3. Se ti rendi conto che la relazione che stai vivendo è dannosa e rischiosa per te, puoi decidere di chiuderla, interrompendo il circolo vizioso che si è creato fra te ed il tuo partner. Infatti, spesso si resta incastrati fra le sempre più alte pretese dell’altro ed il completo annullamento di se stessi per soddisfarle. Si ha l’erronea convinzione che per realizzare un rapporto sereno sia necessario il sacrificio. Ed è proprio tale concezione che alimenta il circolo vizioso della dipendenza affettiva.

 

Senti di non farcela?

Immagino che non sia facile e, proprio per questo, puoi rivolgerti ad uno specialista per uscire da questa situazione. Pensa, è stato dimostrato che, già dopo una Singola Seduta puoi ottenere dei concreti benefici.

Cosa aspetti quindi a contattare uno dei terapeuti formati in Terapia a Seduta Singola?

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